L’insegnamento profondo dei filosofi antichi

hadotPierre Hadot

Esercizi spirituali e filosofia antica

Torino, Einaudi, 1988

Direttore dell’École pratique des hautes études dal 1964 al 1986, Pierre Hadot (Parigi, 1922 – Orsay, 2010) è stato professore al Collège de France dal 1982. Il suo ambito di interesse è stata la filosofia antica, soprattutto il rapporto tra quella greca e la letteratura latina. È stato fra i primi ad introdurre il pensiero di Wittgenstein in Francia alla fine degli anni cinquanta del Novecento attraverso le conferenze tenute al College Philosophique diretto da Jahn Wahl. In esse Hadot dà un’interpretazione del filosofo viennese centrata sulle nozioni di “gioco linguistico” e di “forma di vita”, restituendo un’immagine di Wittgenstein più vicina alle tematiche affrontate nella propria visione della filosofia come “esercizio spirituale”. La tesi principale di Hadot, esposta soprattutto nei due testi Esercizi spirituali e filosofia antica e Che cos’è la filosofia antica, è che la filosofia è nata, nell’antichità greca, come “stile di vita”, saggezza intesa come “saper vivere”, in una unità di teoria e prassi tipica di quell’epoca e non come mera riflessione teorica fine a se stessa, quale invece ha preso a svilupparsi a un certo punto della storia occidentale. La filosofia greca e quella che le scuole filosofiche romane ereditano serve alla trasformazione dell’essere umano nella vita quotidiana. Le opere filosofiche del passato non sono composte per esporre un sistema, ma per diffondere un sapere formativo: in vista di questo scopo, il filosofo cercava anche di insegnare un approccio alla lettura facendola diventare un’azione di trasformazione del proprio sé. Gli esercizi spirituali impegnano tutte le facoltà dell’individuo che si mette in discussione trasformando la propria esistenza in maniera radicale.

da Filosofico.net

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