Il lungo cammino del pensiero mistico

filosofia_perenneAldous Huxley

La filosofia perenne

Milano, Adelphi, 1995

Il termine “philosophia perennis” fu usato per la prima volta da Agostino Steuco nel XVI secolo, nel suo libro intitolato De perenni philosophia libri X (1540). Fu poi ripreso dal matematico e filosofo tedesco Gottfried Leibniz, che lo usò per designare la filosofia eterna soggiacente e comune a tutte le religioni, ed in particolare la sua corrente mistica.

La “philosophia perennis” è anche il concetto centrale della “Scuola tradizionalista”, rappresentata da scrittori del XX secolo quali René Guénon, Frithjof Schuon e Ananda Coomaraswamy, e in Italia da Elémire Zolla e Julius Evola.

Il termine fu reso popolare da Aldous Huxley nel suo saggio La filosofia perenne, pubblicato nel 1945. La tesi principale del saggio è che, in ogni forma più o meno sviluppata di religione, si trovano correnti di pensiero puramente mistiche, che riconoscono una “Realtà divina consustanziale al mondo delle cose, delle vite e delle menti”. La filosofia perenne viene anche definita come un approccio di tipo psicologico che scopre nell’anima qualcosa di simile alla Realtà divina, o addirittura di identico ad essa.

L’opera si presenta sostanzialmente come una raccolta di citazioni, tratte da opere di varie epoche e culture, inserite in un commento dell’autore, che si premura di ampliare o chiarire gli argomenti trattati. Nel testo originale non vi sono indicazioni circa l’origine di ogni passo citato (l’autore si limita ad inserire una bibliografia alla fine del volume), ma la maggior parte delle fonti è stata individuata e riportata nell’edizione italiana.

Tra gli scrittori mistici a cui Huxley si rifà più spesso, vi sono, per quanto riguarda la mistica cristiana, Sant’Agostino, Bernardo di Chiaravalle, Meister Eckhart, San Francesco di Sales e il suo allievo Jean-Pierre Camus, William Law. Le correnti ascetiche orientali vengono prese in esame soprattutto attraverso opere come la Bhagavadgita o le Upaniṣad, Sutra del canone buddhista e i lavori di maestri come Lao Tzu o Huineng. Infine, vengono spesso citati passi di poesia mistica sufi, in particolare i lavori di Jalal ad din Rumi, Rabi’a, e Ansari di Herat.

Numerosi sono gli argomenti toccati dall’autore. Molte pagine vengono dedicate alla natura del fondamento divino, visto attraverso un’ottica ora speculativa, ora psicologica.

Da Wikipedia

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