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Il mio mantra

Henricus Khunrath

Henricus Khunrath

L’incisione sopra illustrata di Henricus Khunrath, del 1609, “Oratorium/Laboratorium” tratta dal libro “Amphiteatrum sapientiae aeternae” mostra… il mio studio ideale!

Perché? Racchiude il mio status interiore che alterna tempi di studio e lavoro a momenti di preghiera… molti sorrideranno, certo uno studio al 114° piano di un grattacielo sarebbe sicuramente più “moderno”, ma, forse, converrebbe allora definire meglio il significato di modernità.

Nel mio sentire la “cosa” più avveniristica che posso immaginare è un “uomo interiore” che pone a base della sua esistenza quelle energie spirituali che oltrepassano il tempo dell’uomo per proiettarsi nel tempo infinito dello Spirito.

In realtà possiamo unificare i due aspetti: la preghiera può essere finalmente rivalutata come profondo e efficace strumento vibrazionale così come le varie tecniche vibrazionali possono essere rese più dinamiche dalla preghiera!

L’interazione perciò fra Oratorium e Laboratorium diviene perciò un’unità terapeutica al servizio della salute fisica e spirituale dell’uomo che, finalmente arrivato a posizionarsi in questa dimensione, può salire ulteriormente nella scala evolutiva dei valori spirituali universali.

Oggi è così possibile recitare questo mio mantra:

la follia è la matrice della sapienza

come la fede è la matrice della scienza

 

Sì, la scienza come figlia della fede. Si griderà al ritorno dell’oscurantismo di stampo medioevale! No, è solo il frutto di un collocamento della scienza in quella dimensione spirituale che può finalmente garantire una dimensione cosmica e una conoscenza completa della sua realtà fisica.

Allora la domanda: come è possibile operare sulla malattia e sulla sofferenza? Si può, la fede e l’amore daranno la conoscenza e guideranno la mano per l’operare del bisturi vibrazionale…

La Fraternitas Terapeutica

“Il sentire è ciò in cui si concentrano tutte le cose”
Eraclito,framm.113

L’energia spirituale che lo Spirito manifesta con la sua dinamica forza, è il fattore evolutivo e trasformativo di tutti gli esseri che abitano questa biosfera. Lo spirito non ha bisogno di nessun rappresentante o istituzione che lo rappresenti: esso soffia libero attraverso la coscienza dell’umanità intera, senza interruzione e secondo disegni che l’uomo può conoscere solo dopo il loro manifestarsi. E’ essenzialmente un vento d’amore che si distende sull’intero ecumene senza conoscere barriere o frontiere alcune, un vento che gli uomini hanno sempre cercato d’imbrigliare secondo i loro interessi egoici, sui quali hanno fondato ideologie e istituzioni.
Il vento dello spirito non cessa mai la sua profonda attività evolutiva e mantiene e ravviva la fiamma di quella spiritualità naturale che riconosce nell’ impulso del Cristo il fattore energetico-spirituale primario: è una tremenda forza che può trasfigurare il significato dell’esistenza umana elevandola da un piano strettamente materiale a un piano cosmico e spirituale, adempiendo così alla funzione fondamentale della evoluzione spirituale dell’umanità. Una forza che l’uomo ha cercato di imbalsamare e disperdere nelle viscere della terra in questi millenni, cercando d’ignorarla al fine di seguitare un percorso basato esclusivamente sul suo puro interesse egoistico. Comunque, malgrado ciò, piccole aperture si sono sempre prodotte nella granitica resistenza che l’uomo ha organizzato di fronte a una possibile trasformazione che il principio induceva. Questi spiragli che si sono aperti, hanno permesso all’uomo di schiudere nuovi orizzonti che, finalmente, possono liberare vibrazioni energeticamente più intense.
La base spirituale di questi processi è stato lo sviluppo della “comunione emozionale”, che l’impulso del Cristo promuove a livello di tutta la biosfera. La comunione emozionale è una emozione complessa che investe la parte sia viscerale che sottile dell’essere umano e che dona, all’essere umano stesso, la possibilità di entrare in contatto con il mondo, instaurando una vera e propria sintonia emozionale che facilita una comunicazione affettiva fluida e penetrante fra tutti gli esseri umani e non.
La “comunione emozionale” si basa sullo sviluppo della base istintuale dell’uomo verso tonalità affettive che sprigionano dall’essere stesso come campi di luce sempre più forti e intensi. Essa diviene perciò la base di tutto il progresso evolutivo umano, l’emozione che contribuisce a arricchire e sviluppare quel processo di spiritualizzazione che caratterizza l’essere umano, l’abitante del pianeta Terra.
La “comunione emozionale” risulta perciò essere uno strumento rivoluzionario per l’effettiva capacità di generare contatto, condivisione, comunicazione, nutrimento…per l’altro, con l’altro e nell’altro…, di generare una forza che investe sia le relazioni fra gli uomini sia quelle dell’umanità intera con il cosmo circostante, trasformando così l’uomo da piccola monade isolata ad un essere al centro di profonde connessioni.

Naturale evoluzione della “comunione emozionale”, dovuta all’Impulso del Cristo, è il manifestarsi della “unione spirituale”. Essa si sviluppa come forma reale che rispecchia un nuovo modo di relazionarsi fra gli esseri umani, al di là delle differenze di genere, delle problematiche esistenziali e sociali; una forma che avvolge gli esseri umani i quali possono provare un profondo impulso per l’altro da sé: è una unione spirituale nel pieno senso del termine! Più specificatamente significa che all’ “IO-TU”, che oggettiva ogni relazione, subentra il “NOI”, inteso come partecipazione fra tutti gli esseri. Una vera e propria comunicazione spirituale fra individui che finalmente esclude le relazioni ampiamente selettive che caratterizzano la nostra società. Lo sviluppo evolutivo che si potrà evidenziare sarà caratterizzato da una coscienza trasformata e basata su valori aperti a una dimensione solare, luminosa e spontanea della vita.
L’unione spirituale colloca l’esistenza dell’uomo in una dimensione sacra dove sarà libero di poter ascoltare i messaggi che salgono spontaneamente dall’ intimo della sua coscienza, finalmente ricettiva agli stimoli spirituali che giungono da ogni angolo dell’universo. Sarà perciò una coscienza che trasuda una dimensione che potremmo definire cosmica e, in quanto tale, portatrice di quella importante virtù ecologica che è l’umiltà.
L’umiltà ci permetterà di riconoscere la limitatezza del posto che occupiamo, di aver maggior riguardo per tutte le forme di vita che ci circondano, di riconoscere tutti i rischi imprevedibili di una tecnologia che esalta il sentimento illusorio d’onnipotenza dell’uomo. Abbiamo bisogno di sentirci piccoli uomini facenti parte di un Universo illimitato e non illusori semi-Dei, costruttori arroganti del loro destino. L’umiltà s’intreccia con quell’antico sentimento che già i greci conoscevano e definivano come euxaristikos, un sentimento profondo di riconoscenza a Dio per la quantità e bellezza dei doni elargiti all’uomo, primo fra tutti la sua intima libertà di determinare il suo destino. Questo sentimento, euxaristikòs, si materializza in una delle espressioni più alte che l’uomo possa sperimentare: la preghiera del ringraziamento. Essa è l’espressione più alta dello scambio attivo dell’uomo col divino, la percezione intima e avvolgente di una comunione con Dio, l’accoglimento sublime di quella energia spirituale che diviene attiva e inonda di luce il soggetto.
E’ in questa dimensione di unione spirituale che si manifesta l’Impulso del Cristo!
Esso si diffonde e viene allo scoperto fra gli esseri umani offrendo la possibilità di manifestare nuove spinte evolutive.
Queste spinte possono essere multiformi e possono prendere i più variegati aspetti:

A noi interessa evidenziarne uno in particolare: la fondata possibilità di creare una “catena energetica terapeutica”.

La catena energetica terapeutica

Cosa intendiamo per “catena energetica terapeutica”? Essa è un mezzo che utilizza le vibrazioni energetiche psichiche che emanano da ogni essere umano al fine di apportare sollievo, guarigione e conforto ad esseri umani sofferenti. Si tratta di un mezzo terapeutico antichissimo che l’uomo ha spontaneamente utilizzato nella fondata speranza di lenire il più possibile i disagi conseguenti alle sofferenze e alle malattie che lo hanno da sempre tormentato.
In questo ambito, il proporre una catena energetica terapeutica è presentare un progetto che cerca di proporre alle persone interessate un cammino spirituale il cui fine sia quello di cercare di accogliere la sofferenza dei propri simili, senza altro chiedere o immaginare per se stessi.
La catena energetica si forma attraverso l’unione psichica e energetica dei partecipanti. L’unione potrà assumere forme differenti che sostanzialmente sono due.
La prima, più semplice, vede tutti i partecipanti unire la loro forza energetico spirituale per farla confluire e convergere sulla persona del sofferente, al fine di trasmettere profonde vibrazioni benefiche che possano risuonare con quelle fragili e stanche emesse dal sofferente. I partecipanti alla catena perciò possono essere sia fisicamente presenti che essere dislocati in luoghi diversi. Sarà l’accordo sui tempi e sull’ora che permetterà il convergere dell’energia spirituale all’unisono verso il sofferente.
Un’altra possibilità sarà data dal riunirsi in piccoli gruppi dei membri della catena al fine di sviluppare un unico corpo vibrante che trametta le sue energie vibrazionali e spirituali in presenza della persona del sofferente.
L’altra forma, più complessa, sarà data dal convergere la forza energetico spirituale sulla figura di un curante che troverà così un aiuto efficace per lo svolgere della sua opera. Sia che si tratti di una imposizione delle mani, sia che si tratti di un intervento energetico sul corpo sottile del sofferente, sia che si tratti di una comunione spirituale fra il curante e il sofferente stesso, tutte queste azioni saranno rafforzate dalla forza energetico spirituale sprigionata dalla catena energetica.
Lo scopo e il fine di una unione psichica dei partecipanti tramite una catena energetica terapeutica, sarà proprio quello di poter coagulare e quindi manifestare una forza di notevole potenza al fine di sollecitare un movimento vibrazionale e spirituale efficace e intenso da parte della matrice universale. Questo processo potrà perciò risolversi in un profondo aiuto spirituale e psicofisico per tutti gli individui sofferenti che chiedono l’intervento della catena energetica terapeutica.
Naturalmente tutti gli individui possono far parte di questa catena energetica, senza distinzioni alcune di sesso, razza o cultura. Ne faranno parte soprattutto coloro che sentiranno una spinta interiore a trasformare la propria vita centrata sui propri interessi in una avventura spirituale dove il richiamo emozionale verso l’altro sia la spinta energetica più forte di ogni altra considerazione o impulso. Nella migliore delle ipotesi, essi potranno trovare quel senso della vita che da sempre l’uomo ricerca interrogandosi con tutte le sue forze psichiche e mentali sul reale significato della sua esistenza e che l’impulso del Cristo ha incarnato a beneficio di tutta l’umanità: dedicare la vita all’amore verso se stessi per gli altri.
Al fine di coltivare e realizzare questo ideale ogni singolo partecipante cercherà di sviluppare intensamente le sue qualità e potenzialità psicofisiche attraverso un esercizio quotidiano dettato da una disciplina spirituale che tenda a rendere sempre più sottile, cioè spirituale, la disposizione della sua mente e del suo corpo.
Questo è un punto molto importante e culturalmente antico. Ad esempio, basti pensare che gli esercizi spirituali elaborati dai filosofi greci sono giunti millenni dopo a influenzare la cristianità con gli esercizi spirituali proposti da Sant’Ignazio di Loyola per la formazione dei futuri padri spirituali.
In virtù di quanto sopra, gli esercizi spirituali perciò saranno finalizzati e costruiti al fine di rendere sempre più sottili e spirituali le vibrazioni energetiche di ogni partecipante. Questo significa che gli esercizi spirituali dovranno tendere a aprire i principali vortici energetici che strutturano ogni persona, per farli diventare sempre più fluidi in modo che possano permettere una maggiore connessione della persona con le energie spirituali che ospita e di cui è circondata. Questa apertura, questa interazione darà perciò la possibilità a ognuno di allargare l’esperienza energetica della sua persona entrando in contatto con i centri spirituali dell’universo, sviluppando così quell’equilibrio armonico personale e intimo che è la base, per ogni partecipante, per cercare di svolgere con profonda serietà il compito di portare sollievo a coloro che soffrono: è coltivando una disciplina spirituale che incida profondamente sulla psiche, mente e anima che si può garantire un aiuto reale e, soprattutto, efficace. Come scrive Edgar Cayce:
“Ogni forza, ogni guarigione, quale che sia la sua natura, risulta da un mutamento della vibrazione interna, da una armonizzazione del Divino nel vivo tessuto di un corpo con l’energia creatrice. Perché solo questo è guarigione…è armonizzazione della struttura atomica della forza cellulare viva con il proprio retaggio spirituale.”[1]
Questa armonizzazione può avvenire solo se ogni partecipante alla catena energetica terapeutica è, a sua volta, impegnato in un processo personale di crescita interiore attraverso un lavoro costante, che gli esercizi spirituali possono promuovere e garantire.

Quali esercizi spirituali?

“Fare il proprio volo ogni giorno! Almeno un momento che può essere breve, purché sia intenso. Ogni giorno un “esercizio spirituale” da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Esercizi spirituali. Uscire dalla durata. Sforzarsi di spogliarsi dalle proprie passioni, dalle vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome… Fuggire la maldicenza. Deporre la pietà e l’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi.”

In queste poche parole di G.Friedmann [2] , sono condensate le finalità e l’essenza degli esercizi spirituali. Eternarsi superandosi. In due parole tutto quello che rappresenta il processo di divinizzazione dell’uomo. Ma occorre riflettere, fare esercizio, tanto è vero che, nei millenni, l’uomo ha elaborato esercizi spirituali di ogni tipo e durata. Abbiamo tradizioni filosofiche che risalgono alle scuole ellenistiche e romane, abbiamo antichissime tradizioni orientali centrate sulla meditazione così come abbiamo la tradizione cristiana, ebraica e musulmana, poi lo sciamanesimo, così come le culture andine. E’ da sottolineare che ogni società, ogni comunità, che conosciamo nello spazio della nostra biosfera, ha sviluppato una qualche forma di esercizio spirituale.

Alla luce di quanto oggi conosciamo quali esercizi spirituali potremo oggi immaginare per lo sviluppo interiore dell’uomo contemporaneo?
Premesso che tutti i sistemi esistenti sono ugualmente validi e possono portare il singolo verso le insondabili vette dell’evoluzione interiore, dipende soprattutto dall’impegno e dalla personalità della singola persona, possiamo comunque sentirci liberi di proporre una serie di esercizi spirituali con sfumature diverse, rispetto a quelle tradizionali, dettate dall’evoluzione della nostra cultura.
La differenza fondamentale che vorremmo suggerire è quella di proporre degli esercizi spirituali il cui fine sia quello di rendere il corpo consapevole non solo della propria esistenza ma, soprattutto, capace di sentirsi vivo e vibrante.
Sviluppare l’aspetto vibrazionale diventa così il fine primario degli esercizi stessi, nella misura in cui l’aumento della vibrazione del corpo innesca un profondo “processo” che permette un “sentire” diverso sia del proprio essere, sia della sua interazione con altri esseri, sia con i processi vibrazionali cosmici.
(Uno degli assiomi della fisica quantistica è che “gli eventi della natura sono sempre interazioni. Tutti gli eventi di un sistema occorrono in relazione a un altro sistema.”) [3]

In questa prospettiva potremmo immaginare ad esempio, esercizi spirituali che accompagnano un lavoro fondamentale sulla apertura di una profonda respirazione ad un lavoro che impegni il corpo e la psiche della persona sul piano dell’espressione delle emozioni, solitamente represse e trattenute attraverso il controllo mentale. Questo primo passo porterebbe la persona a rivitalizzare le sue energie per rendere più viva e vibrante la sua presenza nel mondo. Sintetizzando potrebbe configurarsi un processo che porti la persona dalla condizione nevrotica alla pienezza vibratoria. Questo significherebbe per la persona non solo un aumento della vibrazione cellulare del corpo dovuta a un aumento del moto degli spin nucleari, ma anche innescare un processo che svuota la mente di tutti i vecchi schemi, per interagire finalmente con vibrazioni a lui sconosciute, portatrici di nuove intuizioni, nuove connessioni che favoriscono una evoluzione sia energetica che psichica della persona stessa.
Auspicabile potrebbe poi essere che i processi sopra descritti potessero essere la strada per aprire la persona a manifestare un aspetto fondamentale della spiritualità, la gioia di vivere! Musica, danza e canto potrebbero senz’altro essere strumenti spontanei per “legare” la persona a quella dimensione cosmica, a quella vibrazione superiore, cui l’umanità intera aspira dalla sua apparizione in questa biosfera.
Infine la preghiera. Intesa come la sintesi emozionale più compiuta, sarà come un mantra che esce dal cuore in modo armonioso e fluido, all’interno di un respiro calmo e profondo. Una preghiera che con profonda umiltà scandirà vibrazioni che possono avere una eco lontana e profonda, di connessione con il Trascendente, senza alcuna mediazione mentale. Finalmente un io/TU che disegna e incorona l’essere in quanto creatura spirituale e accoglie con gioiosa umiltà il principio fondamentale delle nostre esistenze: l’impulso del Cristo, che si esprime nel profondo della nostra coscienza con una semplice formula: “Non io, ma Cristo in me”. [4]

Il tutto senza dovere sforzare o impiegare la volontà, che appartiene alla sfera dell’ego. Solo ciò che fluisce liberamente sarà ben accetto perché segnerà la possibilità reale dello sviluppo dell’individuo, il fiorire della sua esistenza. Ogni forzatura comporta un danno. E’ fondamentale ricordare che l’impulso del Cristo donerà la forza e l’entusiasmo necessari per superare ostacoli di qualunque natura che certamente sorgono in ogni processo spirituale. Ma la sua forza sarà travolgente perché è la forza della Vita che si sprigiona inarrestabile nel suo cammino evolutivo.
“Gli strumenti sentono suoni e rumori, ma non sentono l’eros, le emozioni, non sentono l’amore. E sul significato della Vita le scienze annaspano come le religioni…Credono che la Vita sia la proprietà di un corpo vivente, ma se la Vita è una Forza universale, non è proprietà di niente e di nessuno! E’ a disposizione di tutti! “[5]
Certamente ogni indecisione sarà un processo di ritorno verso una materia inerte e involuta.
Questo nuovo sentire metterà ogni persona in relazione con la bellezza dell’universo così come con la sofferenza e la morte. E’ in questa dimensione che sarà possibile un reale “ascolto” della sofferenza dell’altro, che sarà possibile sollevare la povertà vibrazionale del sofferente, iniettando quella forza energetica spirituale che potrà operare secondo gli arcani destini che disegnano le nostre vite.

Il fine reale del processo

La “catena energetica terapeutica” diviene perciò, nella sua essenza e nella sua operatività, una vera e propria fraternitas terapeutica che, nel solido legame dell’altruismo, trova la sua pietra angolare e la sua ragione di essere. Con umiltà e fede profonda, essa cercherà di sviluppare le potenzialità spirituali di ogni essere umano per trasformarle in virtù terapeutiche da mettere al “servizio” dei sofferenti.
Questo processo permetterà il rifiorire di quella spiritualità naturale, forza oceanica, che solo può scaturire da uno slancio affettivo, altruistico quale la fraternitas terapeutica propone. Lo spirito sarà così libero di muoversi attraverso l’anima di tutti gli uomini, anima intesa come la componente emozionale e spirituale sottile, così da facilitare una capacità di aggregazione nuova e proficua per il bene dell’umanità.
La spiritualità naturale sarà così il patrimonio di tutti i membri della fraternitas che potranno riconoscersi e confrontarsi in una dimensione nuova, spontanea cementata da quell’impulso del Cristo che si fonda sull’amore totale verso il prossimo.

In questa dimensione, la fraternitas terapeutica potrà generare una trasformazione della coscienza degli individui creando nuovi spazi, nuove aperture facilitati da una disponibilità dell’anima verso sentimenti delicati, quali la gentilezza e la comprensione per l’altro sia da una disposizione d’animo sincera che possa superare gli aspetti egoistici che tanto danno seguitano a operare nei rapporti umani.
L’opulenza della nostra società permette un aiuto concreto ai bisognosi ma il processo si ferma all’atto materiale e solo per quella categoria di persone che vivono in una profonda indigenza.
Ci sembra invece venuto il tempo d’immaginare altre possibilità. Si tratta di tendere una mano indistintamente verso tutti, senza alcuna differenza di censo o condizione sociale, fornendo un aiuto psichico e spirituale a ampio raggio. Si tratta di fornire una energia spirituale, una forza che possa rivitalizzare la persona sia sul piano fisico che psichico. Dove ci sarà malattia essa potrà essere alleviata così come dove ci sarà disagio psichico, questo potrà essere alleggerito depotenziando gli aspetti più critici. Questo operare della catena energetica terapeutica potrà così aprire nuovi spazi di comunione fra gli esseri umani, sulla base dell’interazione fra operatori e persone sofferenti, creando così nuovi spazi di comunicazione emozionale. Si potrebbe così immaginare come questi nuovi spazi che si aprono nella indifferenza della società, potrebbero gettare le basi per una più vasta unione spirituale fra gli esseri che oltrepassi i vecchi concetti di appartenenza a una religione o una nazione, riscoprendo una valenza ecumenica che appartiene a tutto il genere umano. In questa direzione si può sempre immaginare come l’opera della fraternitas terapeutica non solo può servire a lenire le sofferenze psico-fisiche di coloro che lo richiedono, ma offrirà la sua forza energetica anche al fine di sollevare il livello energetico della biosfera, benedicendola attraverso una meditazione profonda che trova la sua radice e fondamento nella dimensione della spiritualità naturale che la catena energetica sviluppa e manifesta.
Esseri umani dunque, esseri che finalmente desiderano e auspicano una trasformazione sottile dei loro corpi e dei loro animi, verso un riconoscere e riconoscersi fondamentalmente non solo simili, ma leali compagni di un complesso viaggio esistenziale. Tendere e prendersi per mano, cominciando dal condividere il desiderio più nobile che un essere può sperimentare: l’aiuto indiscriminato verso tutti gli altri esseri, riconoscendo così nell’amore la pietra miliare dell’evoluzione spirituale umana.
Scrive R.Steiner: “Se da ora si formerà un piccolo nucleo che possegga il senso dell’unità fra tutti gli uomini, questo sarà una delle più belle e prodigiose conquiste della nostra epoca”.[6]

La fraternitas terapeutica virtuale

Dati i tempi in cui viviamo è impensabile che questo processo di sviluppo sia affidato alla sola “carta e penna”, è necessario che ogni istanza della fraternitas terapeutica confluisca nel Web creando anche un luogo virtuale ove chiunque potrà contribuire allo sviluppo della fraternitas stessa: una possibilità immensa di comunicazione, partecipazione e condivisione a livello planetario quale fino ad oggi era possibile solo per le élite, pur in grande competizione fra loro, delle varie società.
Internet rappresenta la più grande piattaforma di comunicazione universale che l’umanità abbia mai avuto a disposizione, dall’alba della sua evoluzione. E’ lo strumento che permette di realizzare quell’utopia che il genere umano ha perseguito da millenni: una possibilità immensa di partecipazione e condivisione.
E’ proprio questo il punto, la possibilità infinita di connessioni. Sappiamo bene che la vita si è sviluppata e si sviluppa proprio su questa poderosa possibilità: la connessione. “Creare è unire” scriveva Theilard de Chardin. E questa unione universale delle coscienze non potrà che innescare un processo sia di revisione che di creazione di una nuova spiritualità, che ritroverà nella spontaneità della fede che giace nell’intimo dell’animo umano, la sua base di sviluppo.
Un aspetto fondamentale da sottolineare è quello di immaginare che il rifiorire di una spiritualità naturale permetterà e donerà a ciascuna persona la possibilità di un colloquio sereno e diretto con il Trascendente senza la necessità di figure con un ruolo di “intermediazione” greve di insegnamenti, ortodossie e giudizi.
Già Gotama Siddartha, il Budda, predicava più di due millenni fa:
“… non credere a quanto ti viene annunciato come verità dottrinale solo per la forza carismatica di chi lo fa; ne devi credere per un fatto di religione, di cultura, di casta, o di razza; né per una imposizione qualunque, sia pure manifestata in buona fede. Credi soltanto se quanto ti viene indicato trova corrispondenza nella tua anima e nel sano giudizio che alberga in te. Solo così sarai un uomo libero e capace di promulgare, a tua volta, la verità agli altri.”

In questa dimensione, finalmente sfrondata da condizionamenti, si può immaginare che tutti gli esseri potranno ritrovare la capacità di sentire e manifestare sentimenti complessi come la tolleranza, l’accoglienza e la fiducia, che rappresentano le basi emozionali per lo sviluppo del sentimento più complesso, più controverso che l’uomo può sentire, l’amore.
Questo è il vero tema, l’amore! Questo nuovo processo evolutivo saprà finalmente instaurare il regno dell’amore? L’umanità si è sviluppata sulle differenziazioni ma anche sulla identità. Potrà l’uomo attraverso la facilità di comunicazione che si sta profilando raggiungere un livello di identità emozionale che fino a questo momento non ha conosciuto? Con un concetto per me assai caro, il pensiero diventerà un pensiero che ama e non divide? Il possibile rifiorire della spiritualità naturale potrà disvelare alle coscienza quell’impulso del Cristo che è stato trasmesso all’umanità intera da millenni? Un impulso che non è una religione, dunque non lega, ma è semplicemente uno slancio passionale che si apre verso l’altro per la creazione di un villaggio comune, di una agape universale. Un impulso che rappresenta perciò un fattore di evoluzione e trasformazione per tutti gli esseri della biosfera, che siano credenti o miscredenti, increduli o irreligiosi, osservanti o devoti, agnostici o indifferenti.
Una forza energetica, dunque, che alimenta incessantemente l’evoluzione spirituale dell’intera biosfera e che sembra essere il profondo significato della nostra stessa presenza e esistenza su questo pianeta che, molto probabilmente, è esso stesso un grande essere vivo e pulsante di energia spirituale.

Gilberto Briani
Firenze, 2016

 

Note

 

[1]

Cit. In R.Pellegrino-Estrich, Medicina medianica,Edizioni Amrita,pag. 24

 

[2]

G.Fiedmann,La Puissance et la Sagesse, Paris 1970,p.359

 

[3]

C.Rovelli,La realtà non è come ci appare, Cortina Editore, 2014, pag.119

 

[4]

R.Steiner,la comunione spirituale dell’umanità, 11° Conferenza

 

[5]

G.Conforto, Baby Sun, Edizioni Noesis, 2008, pag 60/61

 

[6]

R.Steiner , 11° a Conferenza

Il padre visto dalla figlia

Questo articolo di Laura Lilli è stato pubblicato su “la Repubblica” del 25 gennaio 1985 e raccoglie la testimonianza della figlia di Wilhelm Reich sulla figura di suo padre. Mi sembra di grande interesse e mi permetto di pubblicarlo invitando chi volesse leggerlo anche qui nell’archivio di Repubblica:

Wilhelm Reich

Wilhelm Reich

NEL NOME DEL PADRE
ROMA – “Mio padre era una persona molto vivace, un gran lavoratore. Si alzava alle quattro e scriveva per quattro ore. Odiava le domeniche perchè non si lavorava, anche se ogni anno si prendeva un paio di settimane di vacanza. Era bene organizzato, benchè fosse costretto a vagare da paese a paese. Era un vero pensatore: ogni cosa doveva pensarla cominciando da zero e andando fino in fondo. Però poteva anche essere molto divertente. Suonava l’ armonica, sapeva ballare, gli piaceva mettersi lo smoking per Natale o Capodanno.

Era un uomo completo: dipingeva, scriveva poesie, sapeva sparare (aveva sparato, nella guerra ’15-’18, sul fronte italiano, naturalmente dalla parte austriaca). Quando si trovava in Europa, era molto socievole. Più tardi, negli Stati Uniti, restò isolato. Ma non era mai noioso, mai ripetitivo”.

Eva Reich, sessant’ anni, figlia di Wilhelm Reich, si arresta un momento. Appare ansiosa di comunicare e ristabilire “la verità” sul padre. E’ una verità, come sappiamo, molto discussa. Un figlio – specie quando si è totalmente identificato col padre, così come ha fatto lei – non è sempre il testimonio più obiettivo e distaccato. E’ però in ogni caso un testimonio molto “vicino”, e vale dunque la pena di prestargli attenzione.

Per uno sviluppo della coscienza eco-spirituale (2012)

Master didattico esperienzale in discipline psicologiche condotto da Gilberto Briani.

Sede Milano, inizio settembre 2012, 10 incontri mensili e al termine un workshop di tre giorni.

  • Perché questo Master

Questo Master è pensato come un contributo sia teorico che didattico per la corretta diffusione di un lavoro, spesso travisato e disperso, di alcuni pionieri e innovatori dell’approccio terapeutico nella relazione d’aiuto.

La portata delle loro idee è stata tale che sono da considerarsi anche portatori di un profondo rinnovamento etico della società, nel suo modello di vita, nel sentire e nell’essere. Hanno senz’altro operato un cambiamento della coscienza del sentire umano che si è riflesso in un profondo progetto globale.

La risonanza eco-spirituale di questo comprende l’abbandono del modello legato allo sviluppo del pensiero inteso come ferrea struttura logica a favore di quello legato allo sviluppo della sapienza, la Sophia. Questa rimanda all’immagine della cura sapiente non solo del singolo individuo, bensì dell’intero pianeta, inteso come essere vivo e pulsante e non più come enorme sasso incandescente sperduto negli spazi siderali.

Nel campo delle discipline psicologiche e più specificatamente della psicoterapia corporea, pionieri come Reich e Lowen, innanzitutto, poi Pierrakos, Keleman, Bodaella e altri, sono stati i profeti di questo rinnovamento. Un rinnovamento che, aspetto importante, è maturato nel solco delle fondamentali visioni psicologiche dei grandi maestri: Freud, Jung e, più recentemente, la Klein. L’essenza teorica di questi maestri ha trovato fondamentali conferme nel campo delle neuroscienze: basti pensare all’opera di Damasio e della Perth. Altre basilari conferme sono arrivate poi dalle conquiste teoriche della fisica quantistica che hanno rivoluzionato i concetti basilari della fisica.

Leggi tutto

 

La leggerezza con la quale oggi vengono fatte proposte alternative di parziale spessore, impone di ribadire alcuni concetti fondamentali:

L’Energia, l’elemento basilare della nascita della vita e della formazione dell’individuo come persona. Energia non solo intesa come quantum, ma soprattutto, come elemento formatore della specificità individuale: siamo essenzialmente delle sculture energetiche, ognuna differente dall’altra, ma tutte inserite e derivate dalla grande Matrix che abbraccia il Tutto.

L’Identità funzionale fra psiche e soma che, malgrado sia ormai scientificamente accertata, stenta a entrare nei capisaldi della cultura. Da questa nozione ne deriva una lettura a più livelli dei conseguenti blocchi energetici che affondano le loro radici nell’inconscio della persona.

L’inconscio visto non più come il serbatoio oscuro degli istinti, bensì come fucina della creatività umana e, aspetto fondamentale, della capacità d’amare di ogni individuo.

L’aspetto vibrazionale dell’essere; forse l’aspetto più importante per un percorso che conduca alla consapevolezza dell’essere umano. Per non parlare della centralità del respiro nell’osservazione della persona: la profondità del respiro è, infatti, il termometro della capacità vitale di ciascuno di noi. Il respiro e la sua profondità sono direttamente connessi con la capacità di fondare l’armonia individuale attraverso un profondo radicamento nella terra come base per la scalata del cielo, ovvero il cardine di ogni percorso spirituale.

Uno sguardo olistico di fronte alla persona, sguardo che organizza una sintesi energetica della stessa, favorendo una comprensione intuitiva e globale a scapito dell’analisi organicistica.

L’aspetto empatico dell’approccio, alimentato da una visione della relazione fondata sulla fiducia e la speranza che divengono di fatto le linee guida dell’approccio stesso.

Un vero rinnovamento può avvenire, perciò, solo all’interno di un solido background culturale che garantisca radici profonde e ben impiantate nel terreno della conoscenza umana: anche le sonde spaziali che esplorano i limiti dell’Universo, necessitano di un solido ancoraggio a terra formato da numerose equipe di tecnici, d’ingenti capitali e forti motivazioni nell’anima collettiva umana.

Al di là delle conoscenze che si possono acquisire con la lettura, Il miglior modo per trasmettere un sapere è la trasmissione da persona a persona. Quando si apprende qualcosa mentre s’interagisce con un’altra persona, si vivono anche una serie di emozioni. Sono proprio queste che contribuiscono a lasciare una traccia profonda del sapere appreso nella memoria. Il corpo, infatti, determina l’identità dell’uomo, la sua storia e la sua cultura. Non esiste un corpo umano senza una sua specifica “storia” e una memoria genetica che lo consegni a un determinato tempo storico. Non solo, ma il corpo rivela la sacralità dell’essere umano nel suo essere creatore e fruitore di bellezza, intesa come emanazione dell’Energia cosmica.

  • Il metodo

Proponiamo perciò un lavoro didattico-esperienziale con l’Analisi Bioenergetica per orientare il corpo con la psiche, la tecnica e l’analisi dei sogni secondo la psicologia analitica Junghiana per orientare l’anima con il corpo, così come la meditazione quantica-vibrazionale per orientare lo spirito al cuore della vasta Coscienza Universale. Un’ars meditandi che coniuga la tradizione con le ultime scoperte scientifiche, tale da far risaltare il nostro corpo come una vera e propria onda di luce in perenne vibrazione, la cui essenza è l’infinito.

  • Le finalità

La finalità di questo lavoro è dunque quella di permettere a ciascuno di orientarsi nella direzione “magnetica” giusta, l’unica che garantisce un sano sviluppo sia fisico sia spirituale.

Per l’uomo questa direzione è verso una profonda relazione con gli altri esseri umani e con l’Universo, inteso come pura energia vibrazionale. Basta osservare le piante, mondo vitale simile all’uomo, per cogliere l’importanza di questa nozione. Le piante si orientano sempre verso la fonte maggiore di luce e calore, e fanno di questo orientamento la ragione suprema del loro istinto di sopravvivenza. Per l’uomo è lo stesso ma, data la sua complessità genetica, ha un compito supplementare molto gravoso. Non solo l’uomo ha bisogno di luce, di calore ma ha essenzialmente bisogno di una luce spirituale che lo illumini intensamente e che può trovare solo nel “campo relazionale” dove l’uomo può sviluppare la sua coscienza, non essendo questa, nonostante le ottuse resistenze di tanta parte della cultura, una proprietà specifica del cervello, ma bensì dell’intera persona.

Ma come la pianta cerca in ogni modo, con la forza vitale della sua linfa, di sfuggire all’ombra che copre la luce, così anche nell’essere umano esiste un’ombra che pericolosamente minaccia la manifestazione della sua luminosità, nella forma specifica dei suoi sentimenti e delle sue emozioni.

Quest’ombra è, seguendo il pensiero junghiano, la parte oscura della psiche, inferiore e indifferenziata, una parte infantile e primitiva, che segue l’individuo e che, se non integrata nella coscienza, si muove autonomamente nella vita di ciascuno, impedendo così un reale processo di sviluppo della psiche. La dissociazione fra l’uomo e la sua ombra rende l’uomo sterile sia socialmente sia spiritualmente. Essendo l’ombra il luogo dell’indistinto, è importante che avvenga la sua integrazione che poi amplia lo spessore della coscienza e rende visibile e vivibile lo spettro vasto degli istinti e delle emozioni primarie.

Se l’ombra che accompagna ogni individuo può essere considerata come un aspetto psichico che rimane confuso nel mondo istintuale di ognuno, altrettanto fondamentali sono i concetti di “corazza” di cui parlava Reich o di “struttura caratteriale” elaborato successivamente da Lowen. Si tratta sempre di veri e propri ostacoli psichici, di blocchi energetici che impediscono lo sviluppo psichico dell’individuo. E per blocchi energetici non si può intendere una banale interruzione del flusso di energia che basta “sbloccare” perché tutto sia risolto. Un blocco energetico è polisemantico e simbolo di un processo dinamico vitale che è stato reso inaccessibile e congelato nella psiche dell’individuo stesso, a difesa del suo essere inevitabilmente situato nella lotta e nel dolore del suo processo vitale.

Non c’è lavoro psicologico che possa prescindere da questi aspetti. Fanno, infatti, parte dell’intelaiatura della struttura psichica di ogni individuo. Non possono essere ignorati come se non esistessero. Questo è il limite fondamentale che relega le tecniche della newage in un ambito non molto significativo dello sviluppo umano.

Il Master vuole dunque raggiungere questi scopi:

Approfondire conoscenze teoriche collocate nel solco della cultura psicologica e psicoanalitica.

Attraverso il lavoro del conduttore, imparare un approccio psico-corporeo che vada oltre l’aspetto puramente cognitivo, come strumento eccellente per una relazione terapeutica efficace. E’, infatti, riconosciuto dalle stesse scuole di psicologia che la relazione con la personalità del terapeuta è un fattore determinante per il superamento del disagio psichico. Emerge da questo punto l’importanza di un lavoro analitico personale di tutti quelli che si propongano in una relazione d’aiuto anche se è da sottolineare che esistono personalità più empatiche, e quindi più idonee di altre, ad un approccio  efficace con il cliente.

Allargare l’esperienza di ciascun partecipante alla dinamica personale e interattiva con il gruppo.

Situare questo lavoro in una più ampia dimensione che dia una coscienza eco-spirituale all’essere di ciascuno, orientandolo verso una dimensione etica che aspiri alla bellezza e alla profondità dello spirito, riscoprendo nella “interconnessione comunitaria” la struttura di ogni forma dell’Universo visibile e invisibile. Un cammino perciò che è essenzialmente esistenziale e non riconducibile a una visione di cura o intervento medico fine a se stesso, il quale, in ultima istanza, mortifica il processo evolutivo di ogni persona.

  • Cenni bibliografici

Bohm D., La fisica dell’Infinito, Macro Edizioni, Cesena, 2005

Candace B. Pert, Molecole di Emozioni, Corbaccio, Milano, 2000

Damasio. A. , Emozione e coscienza, Adelphi, Milano,2000

Hadot, P. Esercizi Spirituali e Filosofia Antica, Einaudi, Torino,1988

Irigaray, L. , Una nuova Cultura dell’Energia, Bollati Boringhieri, Torino,2011

Jung, C. G., Ricordi Sogni Riflessioni, BUR, 2004

Klein, M., Amore Odio e Riparazione, Astrolabio, Roma, 1969

Krishnamurti, J – David Bohm, Dove il tempo finisce, Ubaldini Editore, Roma ,1986

Lowen A., Paura di vivere, Astrolabio, Roma, 1982

Lowen A., Bioenergetica, Feltrinelli, Milano, 1985

Lowen A., Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano, 1984

Lowen,A., Amore Sesso e Cuore, Astrolabio, Roma, 1989

Lowen A., Arrendersi al corpo, Astrolabio, Roma, 1994

Panikar R., Ecosofia:la nuova saggezza, Cittadella Editrice,Assisi,2001

Pieri P. F., Introduzione a Jung, Laterza, Roma-Bari, 2005

Reich W., L’Assassinio di Cristo, Sugar Editore, Milano, 1972

Reich W., Analisi del carattere, Sugarco, Milano, 1973

Theilard de Chardin, L’ambiente divino, Il Saggiatore di Alberto Mondadori, Milano,1968

  • Breve curriculum del conduttore

Gilberto Briani si è laureato in Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Firenze.

Specializzato in Psicologia Analitica, corso di specializzazione tenuto presso la “Fondazione Individuale” diretta dal Prof. Carlo Luigi Iandelli, Libero docente di psicologia presso l’Università di Medicina di Firenze e membro didatta dell’AIPA (Associazione Internazionale di Psicologia Analitica).

Specializzato in Analisi Bioenergetica presso l’International Institute Of Bioenergetic Analysis con sede a New York, (USA), certificato Trainer da Alexander Lowen M.D, Fondatore e Direttore dell’Istituto.

Su invito personale di A.Lowen fonda a Firenze nel 1992 la Scuola di Specializzazione in Analisi Bioenergetica F.I.A.B., della quale è stato Presidente e Trainer didatta per molti anni. I Trainers Internazionali della Scuola sono stati per anni Lenny Hochman, Frank Lackdy e Carol Bandini.

È stato Trainer formatore presso la Escola Superior Enfarmagem Coluste Gulbenkian, di Lisbona, Portogallo, in un Corso di Formazione per tutto il personale medico e paramedico del dipartimento di Psichiatria.

È stato Trainer didatta per la Psicologia dinamica presso la Scuola di specializzazione in Analisi Bioenergetica SIAB, in Milano.

È didatta alla Scuola C.S.C.P.( Centro Scuole Counseling e Psicoterapia) in Firenze.

All’attività didattica ha affiancato quella di conduttore in numerosi workshop di Analisi Bioenergetica, svolti negli anni sia in Italia che all’estero.

È stato coordinatore di Simposi e relatore in numerosi Congressi nazionali e internazionali.

Lavora privatamente nel suo studio di Firenze dal 1985.

Così mi sento vicina al ravanello

vita_Segreta_piantePeter Tompkins, Christopher Bird

La vita segreta delle piante

Milano, Sugar Edizioni, 1973

«Il testo, uscito negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’70, è stato nel corso del tempo in parte contraddetto e smentito, ma ha avuto il pregio di introdurre una domanda fondamentale: cosa sente il mondo delle piante, quel mondo che occupa gran parte del globo, e a conti fatti sembra avere capacità adattative ben superiori alle nostre?

Da allora la sperimentazione in tale senso è andata avanti, dimostrando che le piante sentono, ricordano, si difendono, fanno persino comunità, il tutto senza neuroni, ma sempre attraverso canali chimici ed elettrici, gli stessi che presiedono alla comunicazione delle nostre cellule.

C’è un’evidente resistenza da parte di una certa parte della comunità scientifica ad attribuire alle piante intelligenza, memoria e capacità decisionale, ritenute prerogative di esseri coscienti, cioè in grado di elaborare il senso di quanto accade, come gli animali superiori e in specie l’uomo. Eppure tutti concordano sulla base delle evidenze sperimentali che anche le piante sanno e conoscono, e avendo una struttura modulare, in cui nessun organo è insostituibile, sanno adattarsi meglio.

Un lungo articolo di Michael Pollan pubblicato sul “New Yorker” e tradotto su “Internazionale” ripercorre gli studi sulla sensibilità e capacità di intelligenza e percezione del mondo vegetale a partire dal libro di Tompkins e Bird. Per uno degli scienziati intervistati, Stefano Mancuso, “noi siamo la prima specie in grado di discutere su cos’è l’intelligenza. Ma è la quantità, non la qualità dell’intelligenza che ci distingue. Ci collochiamo in un continuum con le acacie, i ravanelli e i batteri. L’intelligenza è una proprietà della vita.”

Farà piacere ai poeti, agli artisti e a tutti coloro che questa continuità nella materia e nello spirito l’hanno sempre sentita, avere ora la prova della scienza. A me di sicuro conforta, la parentela stretta col ravanello e col ciliegio».

10 aprile 2014

Da alessandrasarchi.it 

Un dialogo possibile tra due veri maestri

buddha_vivente_cristo_viventeThich Nhat Hanh

Il Budda vivente – Il Cristo vivente

Vicenza, Neri Pozza, 1996

Buddha e Cristo, le due figure cruciali nella storia dell’umanità, hanno lasciato un’eredità di insegnamenti e di pratica che ha formato la vita di milioni di persone nel corso di due millenni.

Se oggi si incontrassero, che cosa penserebbe l’uno delle opinioni spirituali e della pratica dell’altro?

Thich Nhat Hanh, molto noto anche al pubblico italiano, è monaco buddhista, maestro di meditazione, poeta e attivista per la pace.

Tutti quelli che l’hanno conosciuto sono rimasti colpiti dal senso di pace che sa diffondere e dalla semplicità del suo insegnamento:

l’arte di vivere con consapevolezza nel momento presente, il solo in cui siamo davvero a contatto con la vita.

In questo libro suggerisce un dialogo tra le due più importanti tradizioni contemplative: in una prosa lucida e meditativa, esplora i concetti fondamentali di compassione e santità nei quali le due tradizioni si incontrano.

«Sull’altare nel mio eremo – dice – ci sono le immagini del Buddha e di Gesù, e io mi rivolgo a entrambi come ai miei antenati spirituali».

Thich Nhat Hanh, nato in Vietnam nel 1926, è monaco zen da più di cinquant’anni. Durante la guerra ha rinunciato all’insegnamento monastico per aiutare attivamente il suo popolo, e da allora ha sempre affiancato alla pratica religiosa, un impegno sociale e politico per la pace. E stato proposto nel 1967, da Martin Luther King, per il premio Nobel per la pace, ed è stato a capo della delegazione buddhista vietnamita durante i negoziati di Parigi che misero fine all’intervento americano in Vietnam. Attualmente vive in una piccola comunità, il Plum Village, nel sud-ovest della Francia, dove insegna, scrive, si occupa di giardinaggio e si adopera in favore dei profughi di tutto il mondo. Viaggia regolarmente in America e in Europa per insegnare e per guidare ritiri sull’arte di “vivere consapevolmente”, e spesso si è recato anche in Italia. Ha pubblicato moltissimi libri in inglese, francese e vietnamita, tra i quali sono già usciti in Italia: Essere pace, Il sole, il mio cuore, Il miracolo della presenza mentale, Trasformarsi e guarire, Vita di Siddhartha il Buddha. La pace è ogni passo, Toccare la pace, Respira. Sei vivo.

da Il faro 

Le grandi linee della spiritualità

ambiente_divinoTeilhard de Chardin

L’ambiente divino

Milano, Il Saggiatore, 1968

Ogni periodo nella storia della Chiesa vede sorgere un nuovo tipo di cristiano/cristiana, una nuova concretizzazione e incarnazione dello spirito evangelico. La spiritualità de L’ambiente divino – che reca come sottotitolo Saggio di vita interiore – ci mostra il cristiano dei tempi nuovi, il cui impegno è di costruire il mondo in Cristo e di contribuire con il suo sforzo e con il suo lavoro alla edificazione del suo Corpo mistico.

Teilhard cerca di tracciare le grandi linee di una spiritualità cristiana, fedele alla sua sorgente originaria, ma tutta orientata verso la parusía, che ogni cristiano attende nella speranza della fede. In questa prospettiva, il lavoro, la scienza, la tecnica, l’arte, la cultura prendono il loro posto in una concezione cristiana della vita.

«Un’opera, in cui prende figura una nuova Imitazione per i secoli a venire», ha scritto il teologo Norbert W. Wildiers, editore delle Opere di Teilhard de Chardin.

La prefazione alla nuova edizione italiana è di Pierre Noir, uno dei più profondi conoscitori dei testi teilhardiani.

da queriniana

L’uomo che amava ucciso per paura di amare

assassinio_cristoWilhelm Reich

L’assassinio di Cristo. La peste emozionale dell’umanità

Milano, Sugar Editore, 1972

«Tutte le religioni – afferma Wilhelm Reich – si sono rivelate sempre strumenti di oppressione e di miseria». La rappresentazione della figura di Cristo non significa, quindi, un recupero della religione cattolica, ma semplicemente una reintegrazione della realtà di questi in una visione materialista e sensuale della vita. Cristo considerato dal punto di vista di Reich ci appare come un uomo giovane, forte, che non predica castità o ascetismo, ma che dispensa parole d’amore, non quello sancito e codificato dalle istituzioni, ma l’amore naturale, libero. Egli diventa, quindi, il simbolo, l’incarnazione esemplare della sensualità, l’espressione più completa del carattere genitale. Se queste caratteristiche ne spiegano, da un lato, la luminosità e il fascino che esercitava sulla folla, d’altro canto risultano ugualmente essere le cause determinanti del suo tragico destino. Riprendendo le tesi già sviluppate nelle opere precedenti, Psicologia di massa del fascismo, La rivoluzione sessuale e soprattutto in Analisi del carattere, Wilhelm Reich dimostra fino a qual punto per l’uomo corazzato, afflitto da peste emozionale, ogni manifestazione di potenza orgastica sia talmente insopportabile da indurlo ad annientare la Vita in qualsiasi forma essa si manifesti. Ogni uomo è posto quindi di fronte alla piena responsabilità dell’assassinio del Cristo attraverso i secoli, dell’assassinio della Vita vivente. Per Reich, che dedica il suo libro “ai bambini del futuro”, in ogni bambino represso, disciplinato, “educato” si ripete l’assassinio di Cristo. La lezione dell’assassinio di Cristo è applicata alla scena sociale contemporanea: l’assassino di Cristo non è solo il leader, il capo o il rappresentante politico, ma soprattutto l’uomo della massa, al quale Reich riconosce la maggiore responsabilità politica.

Da redattoresociale

Se l’uomo riuscirà a fondersi con la natura

ecosofiaRaimon Panikkar

Ecosofia: la nuova saggezza

Assisi, Cittadella editrice, 1993

L’ecologia ha evidenziato le questioni ambientali della nostra epoca, ha aiutato a prendere coscienza dei limiti del pianeta terra e delle conseguenze del processo di industrializzazione. Ma essa  ha un grande limite: tende a ridursi a un approccio tecnico ai problemi ambientali senza risalire alle cause ultime che li determinano. Rischia quindi di non ricercare i presupposti culturali e filosofici che stanno all’origine della questione ambientale. Solo avviando una riflessione sui motivi che, per esempio, ci portano a spostarci così tanto con le automobili anziché, sulle soluzioni tecniche che permettano di ridurre l’emissione di anidride carbonica in atmosfera, è possibile individuare le cause ultime dell’inquinamento e mettere in discussione i presupposti culturali e filosofici dell’oggi.

Se l’ecologia si riduce a soluzioni tecniche da adottare, non è in grado di generare quei cambiamenti profondi capaci di determinare un reale mutamento di mentalità, che è poi il solo capace di risolvere alla radice le questioni ambientali. All’ecologia manca la capacità di mettere in discussione l’odierna visione del mondo e dell’uomo che poi produce gli squilibri con la natura.

L’ecosofia di Panikkar, che per l’autore ha il senso di saggezza della terra, esprime ciò che può permettere quel radicale mutamento culturale di cui c’è bisogno per generare un futuro nuovo per gli esseri umani e per il pianeta. Mentre l’ecologia tende a non mutare la sua visione della natura come «oggetto», l’ecosofia la fa diventare un «soggetto». Dunque anziché elaborare una visione umana della natura, lasciare che sia la natura a rivelarsi. Così l’uomo non è più il padrone dell’ambiente, ma è chiamato a entrare in comunione con la natura perché essa sveli il proprio senso.

Relazionarsi con la natura come ad un «soggetto amico» non significa ritornare a vivere come nell’età della pietra né un ritorno sentimentale ad essa, ma riprendere coscienza della nostra relazione sacramentale con quanto ci circonda.

Dunque far pace con la terra. Il cambiamento culturale, capace di rimuovere le cause ultime dell’ecocidio, deve portare a considerare la terra come nostro corpo e il corpo come nostro Sé: “nostro”, precisa Panikkar, non da intendersi come proprietà privata e individuale. Si tratta invece di sconfiggere il nostro peggior nemico che è l’individualismo.

La Parola, come dicono le scritture sacre, non appartiene solo a un individuo, ma egli ne è compartecipe assieme a tutti gli altri uomini e a tutte le realtà create. «Il problema ecologico – conclude dunque Panikkar – è strettamente teologico e viceversa».

Luigi Arnaboldi

Da interculture