Articoli per il mese di maggio 2016

Alcune considerazioni sulla Fraternitas Terapeutica

La Fraternitas terapeutica di cui nel testo a lato auspico la nascita, di quali strumenti si può avvalere per operare nel concreto?

Gli strumenti o le tecniche, sono plurimi e coprono un vasto raggio di possibili interventi.

Data la particolare natura della Fraternitas gli strumenti non possono che essere generati dall’aspetto spirituale che lega il membro della Fraternitas con la persona sofferente. In questa dimensione ogni sensazione di separazione fra le persone si dissolve, sostituita da un profondo sentimento di connessione fra tutti gli esseri e la natura vivente circostante. La connessione spirituale può essere perciò generata con diverse tecniche. La prima può essere quello dell’imposizione delle mani, una tecnica per guarire che risale a migliaia di anni fa e che non è mai caduta in oblio, tanto che si è tramandata nei secoli fino ai nostri giorni.

Vi è poi la terapia a distanza, con la quale si trasmette energia benefica anche a grandi distanze così come la possibilità di sintonizzarsi attraverso la meditazione con le forze energetiche divine per proiettarle poi al paziente attraverso un contatto mentale.

Scrive R.Gerber a pag. 239 nel suo libro sulla medicina vibrazionale:

” Il guaritore spirituale agisce come una sorgente di energie multifrequenziali, per permettere cambiamenti energetici simultaneamente a parecchi livelli; è stato teorizzato che possa esserci un canale di passaggio energetico fra i chakra del guaritore e quelli del paziente….”

 

“La cura”: emozionante live di Battiato con la Ensemble Symphony Orchestra

Battiato "LA CURA" Ensemble Symphony Orchestra

E’ una versione particolarissima de “La Cura” quella realizzata con l’accompagnamento dall’Ensemble Symphony Orchestra nell’emozionante live di Franco Battiato al Pirelli HangarBicocca a Milano. Il concerto andrà in onda, per la prima volta, mercoledì 18 maggio alle 21.10, su Sky Arte HD (120 e 400 di Sky). Si tratta dell’evento tenuto in occasione del terzo compleanno del canale, festeggiato il 26 gennaio scorso. Franco Battiato si è esibito in esclusiva nella scenografia dell’installazione “I sette palazzi celesti”, opera permanente dell’artista tedesco Anselm Kiefer, concepita e presentata per Pirelli HangarBicocca nel 2004

La Fraternitas Terapeutica

“Il sentire è ciò in cui si concentrano tutte le cose”
Eraclito,framm.113

L’energia spirituale che lo Spirito manifesta con la sua dinamica forza, è il fattore evolutivo e trasformativo di tutti gli esseri che abitano questa biosfera. Lo spirito non ha bisogno di nessun rappresentante o istituzione che lo rappresenti: esso soffia libero attraverso la coscienza dell’umanità intera, senza interruzione e secondo disegni che l’uomo può conoscere solo dopo il loro manifestarsi. E’ essenzialmente un vento d’amore che si distende sull’intero ecumene senza conoscere barriere o frontiere alcune, un vento che gli uomini hanno sempre cercato d’imbrigliare secondo i loro interessi egoici, sui quali hanno fondato ideologie e istituzioni.
Il vento dello spirito non cessa mai la sua profonda attività evolutiva e mantiene e ravviva la fiamma di quella spiritualità naturale che riconosce nell’ impulso del Cristo il fattore energetico-spirituale primario: è una tremenda forza che può trasfigurare il significato dell’esistenza umana elevandola da un piano strettamente materiale a un piano cosmico e spirituale, adempiendo così alla funzione fondamentale della evoluzione spirituale dell’umanità. Una forza che l’uomo ha cercato di imbalsamare e disperdere nelle viscere della terra in questi millenni, cercando d’ignorarla al fine di seguitare un percorso basato esclusivamente sul suo puro interesse egoistico. Comunque, malgrado ciò, piccole aperture si sono sempre prodotte nella granitica resistenza che l’uomo ha organizzato di fronte a una possibile trasformazione che il principio induceva. Questi spiragli che si sono aperti, hanno permesso all’uomo di schiudere nuovi orizzonti che, finalmente, possono liberare vibrazioni energeticamente più intense.
La base spirituale di questi processi è stato lo sviluppo della “comunione emozionale”, che l’impulso del Cristo promuove a livello di tutta la biosfera. La comunione emozionale è una emozione complessa che investe la parte sia viscerale che sottile dell’essere umano e che dona, all’essere umano stesso, la possibilità di entrare in contatto con il mondo, instaurando una vera e propria sintonia emozionale che facilita una comunicazione affettiva fluida e penetrante fra tutti gli esseri umani e non.
La “comunione emozionale” si basa sullo sviluppo della base istintuale dell’uomo verso tonalità affettive che sprigionano dall’essere stesso come campi di luce sempre più forti e intensi. Essa diviene perciò la base di tutto il progresso evolutivo umano, l’emozione che contribuisce a arricchire e sviluppare quel processo di spiritualizzazione che caratterizza l’essere umano, l’abitante del pianeta Terra.
La “comunione emozionale” risulta perciò essere uno strumento rivoluzionario per l’effettiva capacità di generare contatto, condivisione, comunicazione, nutrimento…per l’altro, con l’altro e nell’altro…, di generare una forza che investe sia le relazioni fra gli uomini sia quelle dell’umanità intera con il cosmo circostante, trasformando così l’uomo da piccola monade isolata ad un essere al centro di profonde connessioni.

Naturale evoluzione della “comunione emozionale”, dovuta all’Impulso del Cristo, è il manifestarsi della “unione spirituale”. Essa si sviluppa come forma reale che rispecchia un nuovo modo di relazionarsi fra gli esseri umani, al di là delle differenze di genere, delle problematiche esistenziali e sociali; una forma che avvolge gli esseri umani i quali possono provare un profondo impulso per l’altro da sé: è una unione spirituale nel pieno senso del termine! Più specificatamente significa che all’ “IO-TU”, che oggettiva ogni relazione, subentra il “NOI”, inteso come partecipazione fra tutti gli esseri. Una vera e propria comunicazione spirituale fra individui che finalmente esclude le relazioni ampiamente selettive che caratterizzano la nostra società. Lo sviluppo evolutivo che si potrà evidenziare sarà caratterizzato da una coscienza trasformata e basata su valori aperti a una dimensione solare, luminosa e spontanea della vita.
L’unione spirituale colloca l’esistenza dell’uomo in una dimensione sacra dove sarà libero di poter ascoltare i messaggi che salgono spontaneamente dall’ intimo della sua coscienza, finalmente ricettiva agli stimoli spirituali che giungono da ogni angolo dell’universo. Sarà perciò una coscienza che trasuda una dimensione che potremmo definire cosmica e, in quanto tale, portatrice di quella importante virtù ecologica che è l’umiltà.
L’umiltà ci permetterà di riconoscere la limitatezza del posto che occupiamo, di aver maggior riguardo per tutte le forme di vita che ci circondano, di riconoscere tutti i rischi imprevedibili di una tecnologia che esalta il sentimento illusorio d’onnipotenza dell’uomo. Abbiamo bisogno di sentirci piccoli uomini facenti parte di un Universo illimitato e non illusori semi-Dei, costruttori arroganti del loro destino. L’umiltà s’intreccia con quell’antico sentimento che già i greci conoscevano e definivano come euxaristikos, un sentimento profondo di riconoscenza a Dio per la quantità e bellezza dei doni elargiti all’uomo, primo fra tutti la sua intima libertà di determinare il suo destino. Questo sentimento, euxaristikòs, si materializza in una delle espressioni più alte che l’uomo possa sperimentare: la preghiera del ringraziamento. Essa è l’espressione più alta dello scambio attivo dell’uomo col divino, la percezione intima e avvolgente di una comunione con Dio, l’accoglimento sublime di quella energia spirituale che diviene attiva e inonda di luce il soggetto.
E’ in questa dimensione di unione spirituale che si manifesta l’Impulso del Cristo!
Esso si diffonde e viene allo scoperto fra gli esseri umani offrendo la possibilità di manifestare nuove spinte evolutive.
Queste spinte possono essere multiformi e possono prendere i più variegati aspetti:

A noi interessa evidenziarne uno in particolare: la fondata possibilità di creare una “catena energetica terapeutica”.

La catena energetica terapeutica

Cosa intendiamo per “catena energetica terapeutica”? Essa è un mezzo che utilizza le vibrazioni energetiche psichiche che emanano da ogni essere umano al fine di apportare sollievo, guarigione e conforto ad esseri umani sofferenti. Si tratta di un mezzo terapeutico antichissimo che l’uomo ha spontaneamente utilizzato nella fondata speranza di lenire il più possibile i disagi conseguenti alle sofferenze e alle malattie che lo hanno da sempre tormentato.
In questo ambito, il proporre una catena energetica terapeutica è presentare un progetto che cerca di proporre alle persone interessate un cammino spirituale il cui fine sia quello di cercare di accogliere la sofferenza dei propri simili, senza altro chiedere o immaginare per se stessi.
La catena energetica si forma attraverso l’unione psichica e energetica dei partecipanti. L’unione potrà assumere forme differenti che sostanzialmente sono due.
La prima, più semplice, vede tutti i partecipanti unire la loro forza energetico spirituale per farla confluire e convergere sulla persona del sofferente, al fine di trasmettere profonde vibrazioni benefiche che possano risuonare con quelle fragili e stanche emesse dal sofferente. I partecipanti alla catena perciò possono essere sia fisicamente presenti che essere dislocati in luoghi diversi. Sarà l’accordo sui tempi e sull’ora che permetterà il convergere dell’energia spirituale all’unisono verso il sofferente.
Un’altra possibilità sarà data dal riunirsi in piccoli gruppi dei membri della catena al fine di sviluppare un unico corpo vibrante che trametta le sue energie vibrazionali e spirituali in presenza della persona del sofferente.
L’altra forma, più complessa, sarà data dal convergere la forza energetico spirituale sulla figura di un curante che troverà così un aiuto efficace per lo svolgere della sua opera. Sia che si tratti di una imposizione delle mani, sia che si tratti di un intervento energetico sul corpo sottile del sofferente, sia che si tratti di una comunione spirituale fra il curante e il sofferente stesso, tutte queste azioni saranno rafforzate dalla forza energetico spirituale sprigionata dalla catena energetica.
Lo scopo e il fine di una unione psichica dei partecipanti tramite una catena energetica terapeutica, sarà proprio quello di poter coagulare e quindi manifestare una forza di notevole potenza al fine di sollecitare un movimento vibrazionale e spirituale efficace e intenso da parte della matrice universale. Questo processo potrà perciò risolversi in un profondo aiuto spirituale e psicofisico per tutti gli individui sofferenti che chiedono l’intervento della catena energetica terapeutica.
Naturalmente tutti gli individui possono far parte di questa catena energetica, senza distinzioni alcune di sesso, razza o cultura. Ne faranno parte soprattutto coloro che sentiranno una spinta interiore a trasformare la propria vita centrata sui propri interessi in una avventura spirituale dove il richiamo emozionale verso l’altro sia la spinta energetica più forte di ogni altra considerazione o impulso. Nella migliore delle ipotesi, essi potranno trovare quel senso della vita che da sempre l’uomo ricerca interrogandosi con tutte le sue forze psichiche e mentali sul reale significato della sua esistenza e che l’impulso del Cristo ha incarnato a beneficio di tutta l’umanità: dedicare la vita all’amore verso se stessi per gli altri.
Al fine di coltivare e realizzare questo ideale ogni singolo partecipante cercherà di sviluppare intensamente le sue qualità e potenzialità psicofisiche attraverso un esercizio quotidiano dettato da una disciplina spirituale che tenda a rendere sempre più sottile, cioè spirituale, la disposizione della sua mente e del suo corpo.
Questo è un punto molto importante e culturalmente antico. Ad esempio, basti pensare che gli esercizi spirituali elaborati dai filosofi greci sono giunti millenni dopo a influenzare la cristianità con gli esercizi spirituali proposti da Sant’Ignazio di Loyola per la formazione dei futuri padri spirituali.
In virtù di quanto sopra, gli esercizi spirituali perciò saranno finalizzati e costruiti al fine di rendere sempre più sottili e spirituali le vibrazioni energetiche di ogni partecipante. Questo significa che gli esercizi spirituali dovranno tendere a aprire i principali vortici energetici che strutturano ogni persona, per farli diventare sempre più fluidi in modo che possano permettere una maggiore connessione della persona con le energie spirituali che ospita e di cui è circondata. Questa apertura, questa interazione darà perciò la possibilità a ognuno di allargare l’esperienza energetica della sua persona entrando in contatto con i centri spirituali dell’universo, sviluppando così quell’equilibrio armonico personale e intimo che è la base, per ogni partecipante, per cercare di svolgere con profonda serietà il compito di portare sollievo a coloro che soffrono: è coltivando una disciplina spirituale che incida profondamente sulla psiche, mente e anima che si può garantire un aiuto reale e, soprattutto, efficace. Come scrive Edgar Cayce:
“Ogni forza, ogni guarigione, quale che sia la sua natura, risulta da un mutamento della vibrazione interna, da una armonizzazione del Divino nel vivo tessuto di un corpo con l’energia creatrice. Perché solo questo è guarigione…è armonizzazione della struttura atomica della forza cellulare viva con il proprio retaggio spirituale.”[1]
Questa armonizzazione può avvenire solo se ogni partecipante alla catena energetica terapeutica è, a sua volta, impegnato in un processo personale di crescita interiore attraverso un lavoro costante, che gli esercizi spirituali possono promuovere e garantire.

Quali esercizi spirituali?

“Fare il proprio volo ogni giorno! Almeno un momento che può essere breve, purché sia intenso. Ogni giorno un “esercizio spirituale” da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Esercizi spirituali. Uscire dalla durata. Sforzarsi di spogliarsi dalle proprie passioni, dalle vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome… Fuggire la maldicenza. Deporre la pietà e l’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi.”

In queste poche parole di G.Friedmann [2] , sono condensate le finalità e l’essenza degli esercizi spirituali. Eternarsi superandosi. In due parole tutto quello che rappresenta il processo di divinizzazione dell’uomo. Ma occorre riflettere, fare esercizio, tanto è vero che, nei millenni, l’uomo ha elaborato esercizi spirituali di ogni tipo e durata. Abbiamo tradizioni filosofiche che risalgono alle scuole ellenistiche e romane, abbiamo antichissime tradizioni orientali centrate sulla meditazione così come abbiamo la tradizione cristiana, ebraica e musulmana, poi lo sciamanesimo, così come le culture andine. E’ da sottolineare che ogni società, ogni comunità, che conosciamo nello spazio della nostra biosfera, ha sviluppato una qualche forma di esercizio spirituale.

Alla luce di quanto oggi conosciamo quali esercizi spirituali potremo oggi immaginare per lo sviluppo interiore dell’uomo contemporaneo?
Premesso che tutti i sistemi esistenti sono ugualmente validi e possono portare il singolo verso le insondabili vette dell’evoluzione interiore, dipende soprattutto dall’impegno e dalla personalità della singola persona, possiamo comunque sentirci liberi di proporre una serie di esercizi spirituali con sfumature diverse, rispetto a quelle tradizionali, dettate dall’evoluzione della nostra cultura.
La differenza fondamentale che vorremmo suggerire è quella di proporre degli esercizi spirituali il cui fine sia quello di rendere il corpo consapevole non solo della propria esistenza ma, soprattutto, capace di sentirsi vivo e vibrante.
Sviluppare l’aspetto vibrazionale diventa così il fine primario degli esercizi stessi, nella misura in cui l’aumento della vibrazione del corpo innesca un profondo “processo” che permette un “sentire” diverso sia del proprio essere, sia della sua interazione con altri esseri, sia con i processi vibrazionali cosmici.
(Uno degli assiomi della fisica quantistica è che “gli eventi della natura sono sempre interazioni. Tutti gli eventi di un sistema occorrono in relazione a un altro sistema.”) [3]

In questa prospettiva potremmo immaginare ad esempio, esercizi spirituali che accompagnano un lavoro fondamentale sulla apertura di una profonda respirazione ad un lavoro che impegni il corpo e la psiche della persona sul piano dell’espressione delle emozioni, solitamente represse e trattenute attraverso il controllo mentale. Questo primo passo porterebbe la persona a rivitalizzare le sue energie per rendere più viva e vibrante la sua presenza nel mondo. Sintetizzando potrebbe configurarsi un processo che porti la persona dalla condizione nevrotica alla pienezza vibratoria. Questo significherebbe per la persona non solo un aumento della vibrazione cellulare del corpo dovuta a un aumento del moto degli spin nucleari, ma anche innescare un processo che svuota la mente di tutti i vecchi schemi, per interagire finalmente con vibrazioni a lui sconosciute, portatrici di nuove intuizioni, nuove connessioni che favoriscono una evoluzione sia energetica che psichica della persona stessa.
Auspicabile potrebbe poi essere che i processi sopra descritti potessero essere la strada per aprire la persona a manifestare un aspetto fondamentale della spiritualità, la gioia di vivere! Musica, danza e canto potrebbero senz’altro essere strumenti spontanei per “legare” la persona a quella dimensione cosmica, a quella vibrazione superiore, cui l’umanità intera aspira dalla sua apparizione in questa biosfera.
Infine la preghiera. Intesa come la sintesi emozionale più compiuta, sarà come un mantra che esce dal cuore in modo armonioso e fluido, all’interno di un respiro calmo e profondo. Una preghiera che con profonda umiltà scandirà vibrazioni che possono avere una eco lontana e profonda, di connessione con il Trascendente, senza alcuna mediazione mentale. Finalmente un io/TU che disegna e incorona l’essere in quanto creatura spirituale e accoglie con gioiosa umiltà il principio fondamentale delle nostre esistenze: l’impulso del Cristo, che si esprime nel profondo della nostra coscienza con una semplice formula: “Non io, ma Cristo in me”. [4]

Il tutto senza dovere sforzare o impiegare la volontà, che appartiene alla sfera dell’ego. Solo ciò che fluisce liberamente sarà ben accetto perché segnerà la possibilità reale dello sviluppo dell’individuo, il fiorire della sua esistenza. Ogni forzatura comporta un danno. E’ fondamentale ricordare che l’impulso del Cristo donerà la forza e l’entusiasmo necessari per superare ostacoli di qualunque natura che certamente sorgono in ogni processo spirituale. Ma la sua forza sarà travolgente perché è la forza della Vita che si sprigiona inarrestabile nel suo cammino evolutivo.
“Gli strumenti sentono suoni e rumori, ma non sentono l’eros, le emozioni, non sentono l’amore. E sul significato della Vita le scienze annaspano come le religioni…Credono che la Vita sia la proprietà di un corpo vivente, ma se la Vita è una Forza universale, non è proprietà di niente e di nessuno! E’ a disposizione di tutti! “[5]
Certamente ogni indecisione sarà un processo di ritorno verso una materia inerte e involuta.
Questo nuovo sentire metterà ogni persona in relazione con la bellezza dell’universo così come con la sofferenza e la morte. E’ in questa dimensione che sarà possibile un reale “ascolto” della sofferenza dell’altro, che sarà possibile sollevare la povertà vibrazionale del sofferente, iniettando quella forza energetica spirituale che potrà operare secondo gli arcani destini che disegnano le nostre vite.

Il fine reale del processo

La “catena energetica terapeutica” diviene perciò, nella sua essenza e nella sua operatività, una vera e propria fraternitas terapeutica che, nel solido legame dell’altruismo, trova la sua pietra angolare e la sua ragione di essere. Con umiltà e fede profonda, essa cercherà di sviluppare le potenzialità spirituali di ogni essere umano per trasformarle in virtù terapeutiche da mettere al “servizio” dei sofferenti.
Questo processo permetterà il rifiorire di quella spiritualità naturale, forza oceanica, che solo può scaturire da uno slancio affettivo, altruistico quale la fraternitas terapeutica propone. Lo spirito sarà così libero di muoversi attraverso l’anima di tutti gli uomini, anima intesa come la componente emozionale e spirituale sottile, così da facilitare una capacità di aggregazione nuova e proficua per il bene dell’umanità.
La spiritualità naturale sarà così il patrimonio di tutti i membri della fraternitas che potranno riconoscersi e confrontarsi in una dimensione nuova, spontanea cementata da quell’impulso del Cristo che si fonda sull’amore totale verso il prossimo.

In questa dimensione, la fraternitas terapeutica potrà generare una trasformazione della coscienza degli individui creando nuovi spazi, nuove aperture facilitati da una disponibilità dell’anima verso sentimenti delicati, quali la gentilezza e la comprensione per l’altro sia da una disposizione d’animo sincera che possa superare gli aspetti egoistici che tanto danno seguitano a operare nei rapporti umani.
L’opulenza della nostra società permette un aiuto concreto ai bisognosi ma il processo si ferma all’atto materiale e solo per quella categoria di persone che vivono in una profonda indigenza.
Ci sembra invece venuto il tempo d’immaginare altre possibilità. Si tratta di tendere una mano indistintamente verso tutti, senza alcuna differenza di censo o condizione sociale, fornendo un aiuto psichico e spirituale a ampio raggio. Si tratta di fornire una energia spirituale, una forza che possa rivitalizzare la persona sia sul piano fisico che psichico. Dove ci sarà malattia essa potrà essere alleviata così come dove ci sarà disagio psichico, questo potrà essere alleggerito depotenziando gli aspetti più critici. Questo operare della catena energetica terapeutica potrà così aprire nuovi spazi di comunione fra gli esseri umani, sulla base dell’interazione fra operatori e persone sofferenti, creando così nuovi spazi di comunicazione emozionale. Si potrebbe così immaginare come questi nuovi spazi che si aprono nella indifferenza della società, potrebbero gettare le basi per una più vasta unione spirituale fra gli esseri che oltrepassi i vecchi concetti di appartenenza a una religione o una nazione, riscoprendo una valenza ecumenica che appartiene a tutto il genere umano. In questa direzione si può sempre immaginare come l’opera della fraternitas terapeutica non solo può servire a lenire le sofferenze psico-fisiche di coloro che lo richiedono, ma offrirà la sua forza energetica anche al fine di sollevare il livello energetico della biosfera, benedicendola attraverso una meditazione profonda che trova la sua radice e fondamento nella dimensione della spiritualità naturale che la catena energetica sviluppa e manifesta.
Esseri umani dunque, esseri che finalmente desiderano e auspicano una trasformazione sottile dei loro corpi e dei loro animi, verso un riconoscere e riconoscersi fondamentalmente non solo simili, ma leali compagni di un complesso viaggio esistenziale. Tendere e prendersi per mano, cominciando dal condividere il desiderio più nobile che un essere può sperimentare: l’aiuto indiscriminato verso tutti gli altri esseri, riconoscendo così nell’amore la pietra miliare dell’evoluzione spirituale umana.
Scrive R.Steiner: “Se da ora si formerà un piccolo nucleo che possegga il senso dell’unità fra tutti gli uomini, questo sarà una delle più belle e prodigiose conquiste della nostra epoca”.[6]

La fraternitas terapeutica virtuale

Dati i tempi in cui viviamo è impensabile che questo processo di sviluppo sia affidato alla sola “carta e penna”, è necessario che ogni istanza della fraternitas terapeutica confluisca nel Web creando anche un luogo virtuale ove chiunque potrà contribuire allo sviluppo della fraternitas stessa: una possibilità immensa di comunicazione, partecipazione e condivisione a livello planetario quale fino ad oggi era possibile solo per le élite, pur in grande competizione fra loro, delle varie società.
Internet rappresenta la più grande piattaforma di comunicazione universale che l’umanità abbia mai avuto a disposizione, dall’alba della sua evoluzione. E’ lo strumento che permette di realizzare quell’utopia che il genere umano ha perseguito da millenni: una possibilità immensa di partecipazione e condivisione.
E’ proprio questo il punto, la possibilità infinita di connessioni. Sappiamo bene che la vita si è sviluppata e si sviluppa proprio su questa poderosa possibilità: la connessione. “Creare è unire” scriveva Theilard de Chardin. E questa unione universale delle coscienze non potrà che innescare un processo sia di revisione che di creazione di una nuova spiritualità, che ritroverà nella spontaneità della fede che giace nell’intimo dell’animo umano, la sua base di sviluppo.
Un aspetto fondamentale da sottolineare è quello di immaginare che il rifiorire di una spiritualità naturale permetterà e donerà a ciascuna persona la possibilità di un colloquio sereno e diretto con il Trascendente senza la necessità di figure con un ruolo di “intermediazione” greve di insegnamenti, ortodossie e giudizi.
Già Gotama Siddartha, il Budda, predicava più di due millenni fa:
“… non credere a quanto ti viene annunciato come verità dottrinale solo per la forza carismatica di chi lo fa; ne devi credere per un fatto di religione, di cultura, di casta, o di razza; né per una imposizione qualunque, sia pure manifestata in buona fede. Credi soltanto se quanto ti viene indicato trova corrispondenza nella tua anima e nel sano giudizio che alberga in te. Solo così sarai un uomo libero e capace di promulgare, a tua volta, la verità agli altri.”

In questa dimensione, finalmente sfrondata da condizionamenti, si può immaginare che tutti gli esseri potranno ritrovare la capacità di sentire e manifestare sentimenti complessi come la tolleranza, l’accoglienza e la fiducia, che rappresentano le basi emozionali per lo sviluppo del sentimento più complesso, più controverso che l’uomo può sentire, l’amore.
Questo è il vero tema, l’amore! Questo nuovo processo evolutivo saprà finalmente instaurare il regno dell’amore? L’umanità si è sviluppata sulle differenziazioni ma anche sulla identità. Potrà l’uomo attraverso la facilità di comunicazione che si sta profilando raggiungere un livello di identità emozionale che fino a questo momento non ha conosciuto? Con un concetto per me assai caro, il pensiero diventerà un pensiero che ama e non divide? Il possibile rifiorire della spiritualità naturale potrà disvelare alle coscienza quell’impulso del Cristo che è stato trasmesso all’umanità intera da millenni? Un impulso che non è una religione, dunque non lega, ma è semplicemente uno slancio passionale che si apre verso l’altro per la creazione di un villaggio comune, di una agape universale. Un impulso che rappresenta perciò un fattore di evoluzione e trasformazione per tutti gli esseri della biosfera, che siano credenti o miscredenti, increduli o irreligiosi, osservanti o devoti, agnostici o indifferenti.
Una forza energetica, dunque, che alimenta incessantemente l’evoluzione spirituale dell’intera biosfera e che sembra essere il profondo significato della nostra stessa presenza e esistenza su questo pianeta che, molto probabilmente, è esso stesso un grande essere vivo e pulsante di energia spirituale.

Gilberto Briani
Firenze, 2016

 

Note

 

[1]

Cit. In R.Pellegrino-Estrich, Medicina medianica,Edizioni Amrita,pag. 24

 

[2]

G.Fiedmann,La Puissance et la Sagesse, Paris 1970,p.359

 

[3]

C.Rovelli,La realtà non è come ci appare, Cortina Editore, 2014, pag.119

 

[4]

R.Steiner,la comunione spirituale dell’umanità, 11° Conferenza

 

[5]

G.Conforto, Baby Sun, Edizioni Noesis, 2008, pag 60/61

 

[6]

R.Steiner , 11° a Conferenza