Articoli per il mese di marzo 2016

Il padre visto dalla figlia

Questo articolo di Laura Lilli è stato pubblicato su “la Repubblica” del 25 gennaio 1985 e raccoglie la testimonianza della figlia di Wilhelm Reich sulla figura di suo padre. Mi sembra di grande interesse e mi permetto di pubblicarlo invitando chi volesse leggerlo anche qui nell’archivio di Repubblica:

Wilhelm Reich

Wilhelm Reich

NEL NOME DEL PADRE
ROMA – “Mio padre era una persona molto vivace, un gran lavoratore. Si alzava alle quattro e scriveva per quattro ore. Odiava le domeniche perchè non si lavorava, anche se ogni anno si prendeva un paio di settimane di vacanza. Era bene organizzato, benchè fosse costretto a vagare da paese a paese. Era un vero pensatore: ogni cosa doveva pensarla cominciando da zero e andando fino in fondo. Però poteva anche essere molto divertente. Suonava l’ armonica, sapeva ballare, gli piaceva mettersi lo smoking per Natale o Capodanno.

Era un uomo completo: dipingeva, scriveva poesie, sapeva sparare (aveva sparato, nella guerra ’15-’18, sul fronte italiano, naturalmente dalla parte austriaca). Quando si trovava in Europa, era molto socievole. Più tardi, negli Stati Uniti, restò isolato. Ma non era mai noioso, mai ripetitivo”.

Eva Reich, sessant’ anni, figlia di Wilhelm Reich, si arresta un momento. Appare ansiosa di comunicare e ristabilire “la verità” sul padre. E’ una verità, come sappiamo, molto discussa. Un figlio – specie quando si è totalmente identificato col padre, così come ha fatto lei – non è sempre il testimonio più obiettivo e distaccato. E’ però in ogni caso un testimonio molto “vicino”, e vale dunque la pena di prestargli attenzione.

Per uno sviluppo della coscienza eco-spirituale (2012)

Master didattico esperienzale in discipline psicologiche condotto da Gilberto Briani.

Sede Milano, inizio settembre 2012, 10 incontri mensili e al termine un workshop di tre giorni.

  • Perché questo Master

Questo Master è pensato come un contributo sia teorico che didattico per la corretta diffusione di un lavoro, spesso travisato e disperso, di alcuni pionieri e innovatori dell’approccio terapeutico nella relazione d’aiuto.

La portata delle loro idee è stata tale che sono da considerarsi anche portatori di un profondo rinnovamento etico della società, nel suo modello di vita, nel sentire e nell’essere. Hanno senz’altro operato un cambiamento della coscienza del sentire umano che si è riflesso in un profondo progetto globale.

La risonanza eco-spirituale di questo comprende l’abbandono del modello legato allo sviluppo del pensiero inteso come ferrea struttura logica a favore di quello legato allo sviluppo della sapienza, la Sophia. Questa rimanda all’immagine della cura sapiente non solo del singolo individuo, bensì dell’intero pianeta, inteso come essere vivo e pulsante e non più come enorme sasso incandescente sperduto negli spazi siderali.

Nel campo delle discipline psicologiche e più specificatamente della psicoterapia corporea, pionieri come Reich e Lowen, innanzitutto, poi Pierrakos, Keleman, Bodaella e altri, sono stati i profeti di questo rinnovamento. Un rinnovamento che, aspetto importante, è maturato nel solco delle fondamentali visioni psicologiche dei grandi maestri: Freud, Jung e, più recentemente, la Klein. L’essenza teorica di questi maestri ha trovato fondamentali conferme nel campo delle neuroscienze: basti pensare all’opera di Damasio e della Perth. Altre basilari conferme sono arrivate poi dalle conquiste teoriche della fisica quantistica che hanno rivoluzionato i concetti basilari della fisica.

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La leggerezza con la quale oggi vengono fatte proposte alternative di parziale spessore, impone di ribadire alcuni concetti fondamentali:

L’Energia, l’elemento basilare della nascita della vita e della formazione dell’individuo come persona. Energia non solo intesa come quantum, ma soprattutto, come elemento formatore della specificità individuale: siamo essenzialmente delle sculture energetiche, ognuna differente dall’altra, ma tutte inserite e derivate dalla grande Matrix che abbraccia il Tutto.

L’Identità funzionale fra psiche e soma che, malgrado sia ormai scientificamente accertata, stenta a entrare nei capisaldi della cultura. Da questa nozione ne deriva una lettura a più livelli dei conseguenti blocchi energetici che affondano le loro radici nell’inconscio della persona.

L’inconscio visto non più come il serbatoio oscuro degli istinti, bensì come fucina della creatività umana e, aspetto fondamentale, della capacità d’amare di ogni individuo.

L’aspetto vibrazionale dell’essere; forse l’aspetto più importante per un percorso che conduca alla consapevolezza dell’essere umano. Per non parlare della centralità del respiro nell’osservazione della persona: la profondità del respiro è, infatti, il termometro della capacità vitale di ciascuno di noi. Il respiro e la sua profondità sono direttamente connessi con la capacità di fondare l’armonia individuale attraverso un profondo radicamento nella terra come base per la scalata del cielo, ovvero il cardine di ogni percorso spirituale.

Uno sguardo olistico di fronte alla persona, sguardo che organizza una sintesi energetica della stessa, favorendo una comprensione intuitiva e globale a scapito dell’analisi organicistica.

L’aspetto empatico dell’approccio, alimentato da una visione della relazione fondata sulla fiducia e la speranza che divengono di fatto le linee guida dell’approccio stesso.

Un vero rinnovamento può avvenire, perciò, solo all’interno di un solido background culturale che garantisca radici profonde e ben impiantate nel terreno della conoscenza umana: anche le sonde spaziali che esplorano i limiti dell’Universo, necessitano di un solido ancoraggio a terra formato da numerose equipe di tecnici, d’ingenti capitali e forti motivazioni nell’anima collettiva umana.

Al di là delle conoscenze che si possono acquisire con la lettura, Il miglior modo per trasmettere un sapere è la trasmissione da persona a persona. Quando si apprende qualcosa mentre s’interagisce con un’altra persona, si vivono anche una serie di emozioni. Sono proprio queste che contribuiscono a lasciare una traccia profonda del sapere appreso nella memoria. Il corpo, infatti, determina l’identità dell’uomo, la sua storia e la sua cultura. Non esiste un corpo umano senza una sua specifica “storia” e una memoria genetica che lo consegni a un determinato tempo storico. Non solo, ma il corpo rivela la sacralità dell’essere umano nel suo essere creatore e fruitore di bellezza, intesa come emanazione dell’Energia cosmica.

  • Il metodo

Proponiamo perciò un lavoro didattico-esperienziale con l’Analisi Bioenergetica per orientare il corpo con la psiche, la tecnica e l’analisi dei sogni secondo la psicologia analitica Junghiana per orientare l’anima con il corpo, così come la meditazione quantica-vibrazionale per orientare lo spirito al cuore della vasta Coscienza Universale. Un’ars meditandi che coniuga la tradizione con le ultime scoperte scientifiche, tale da far risaltare il nostro corpo come una vera e propria onda di luce in perenne vibrazione, la cui essenza è l’infinito.

  • Le finalità

La finalità di questo lavoro è dunque quella di permettere a ciascuno di orientarsi nella direzione “magnetica” giusta, l’unica che garantisce un sano sviluppo sia fisico sia spirituale.

Per l’uomo questa direzione è verso una profonda relazione con gli altri esseri umani e con l’Universo, inteso come pura energia vibrazionale. Basta osservare le piante, mondo vitale simile all’uomo, per cogliere l’importanza di questa nozione. Le piante si orientano sempre verso la fonte maggiore di luce e calore, e fanno di questo orientamento la ragione suprema del loro istinto di sopravvivenza. Per l’uomo è lo stesso ma, data la sua complessità genetica, ha un compito supplementare molto gravoso. Non solo l’uomo ha bisogno di luce, di calore ma ha essenzialmente bisogno di una luce spirituale che lo illumini intensamente e che può trovare solo nel “campo relazionale” dove l’uomo può sviluppare la sua coscienza, non essendo questa, nonostante le ottuse resistenze di tanta parte della cultura, una proprietà specifica del cervello, ma bensì dell’intera persona.

Ma come la pianta cerca in ogni modo, con la forza vitale della sua linfa, di sfuggire all’ombra che copre la luce, così anche nell’essere umano esiste un’ombra che pericolosamente minaccia la manifestazione della sua luminosità, nella forma specifica dei suoi sentimenti e delle sue emozioni.

Quest’ombra è, seguendo il pensiero junghiano, la parte oscura della psiche, inferiore e indifferenziata, una parte infantile e primitiva, che segue l’individuo e che, se non integrata nella coscienza, si muove autonomamente nella vita di ciascuno, impedendo così un reale processo di sviluppo della psiche. La dissociazione fra l’uomo e la sua ombra rende l’uomo sterile sia socialmente sia spiritualmente. Essendo l’ombra il luogo dell’indistinto, è importante che avvenga la sua integrazione che poi amplia lo spessore della coscienza e rende visibile e vivibile lo spettro vasto degli istinti e delle emozioni primarie.

Se l’ombra che accompagna ogni individuo può essere considerata come un aspetto psichico che rimane confuso nel mondo istintuale di ognuno, altrettanto fondamentali sono i concetti di “corazza” di cui parlava Reich o di “struttura caratteriale” elaborato successivamente da Lowen. Si tratta sempre di veri e propri ostacoli psichici, di blocchi energetici che impediscono lo sviluppo psichico dell’individuo. E per blocchi energetici non si può intendere una banale interruzione del flusso di energia che basta “sbloccare” perché tutto sia risolto. Un blocco energetico è polisemantico e simbolo di un processo dinamico vitale che è stato reso inaccessibile e congelato nella psiche dell’individuo stesso, a difesa del suo essere inevitabilmente situato nella lotta e nel dolore del suo processo vitale.

Non c’è lavoro psicologico che possa prescindere da questi aspetti. Fanno, infatti, parte dell’intelaiatura della struttura psichica di ogni individuo. Non possono essere ignorati come se non esistessero. Questo è il limite fondamentale che relega le tecniche della newage in un ambito non molto significativo dello sviluppo umano.

Il Master vuole dunque raggiungere questi scopi:

Approfondire conoscenze teoriche collocate nel solco della cultura psicologica e psicoanalitica.

Attraverso il lavoro del conduttore, imparare un approccio psico-corporeo che vada oltre l’aspetto puramente cognitivo, come strumento eccellente per una relazione terapeutica efficace. E’, infatti, riconosciuto dalle stesse scuole di psicologia che la relazione con la personalità del terapeuta è un fattore determinante per il superamento del disagio psichico. Emerge da questo punto l’importanza di un lavoro analitico personale di tutti quelli che si propongano in una relazione d’aiuto anche se è da sottolineare che esistono personalità più empatiche, e quindi più idonee di altre, ad un approccio  efficace con il cliente.

Allargare l’esperienza di ciascun partecipante alla dinamica personale e interattiva con il gruppo.

Situare questo lavoro in una più ampia dimensione che dia una coscienza eco-spirituale all’essere di ciascuno, orientandolo verso una dimensione etica che aspiri alla bellezza e alla profondità dello spirito, riscoprendo nella “interconnessione comunitaria” la struttura di ogni forma dell’Universo visibile e invisibile. Un cammino perciò che è essenzialmente esistenziale e non riconducibile a una visione di cura o intervento medico fine a se stesso, il quale, in ultima istanza, mortifica il processo evolutivo di ogni persona.

  • Cenni bibliografici

Bohm D., La fisica dell’Infinito, Macro Edizioni, Cesena, 2005

Candace B. Pert, Molecole di Emozioni, Corbaccio, Milano, 2000

Damasio. A. , Emozione e coscienza, Adelphi, Milano,2000

Hadot, P. Esercizi Spirituali e Filosofia Antica, Einaudi, Torino,1988

Irigaray, L. , Una nuova Cultura dell’Energia, Bollati Boringhieri, Torino,2011

Jung, C. G., Ricordi Sogni Riflessioni, BUR, 2004

Klein, M., Amore Odio e Riparazione, Astrolabio, Roma, 1969

Krishnamurti, J – David Bohm, Dove il tempo finisce, Ubaldini Editore, Roma ,1986

Lowen A., Paura di vivere, Astrolabio, Roma, 1982

Lowen A., Bioenergetica, Feltrinelli, Milano, 1985

Lowen A., Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano, 1984

Lowen,A., Amore Sesso e Cuore, Astrolabio, Roma, 1989

Lowen A., Arrendersi al corpo, Astrolabio, Roma, 1994

Panikar R., Ecosofia:la nuova saggezza, Cittadella Editrice,Assisi,2001

Pieri P. F., Introduzione a Jung, Laterza, Roma-Bari, 2005

Reich W., L’Assassinio di Cristo, Sugar Editore, Milano, 1972

Reich W., Analisi del carattere, Sugarco, Milano, 1973

Theilard de Chardin, L’ambiente divino, Il Saggiatore di Alberto Mondadori, Milano,1968

  • Breve curriculum del conduttore

Gilberto Briani si è laureato in Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Firenze.

Specializzato in Psicologia Analitica, corso di specializzazione tenuto presso la “Fondazione Individuale” diretta dal Prof. Carlo Luigi Iandelli, Libero docente di psicologia presso l’Università di Medicina di Firenze e membro didatta dell’AIPA (Associazione Internazionale di Psicologia Analitica).

Specializzato in Analisi Bioenergetica presso l’International Institute Of Bioenergetic Analysis con sede a New York, (USA), certificato Trainer da Alexander Lowen M.D, Fondatore e Direttore dell’Istituto.

Su invito personale di A.Lowen fonda a Firenze nel 1992 la Scuola di Specializzazione in Analisi Bioenergetica F.I.A.B., della quale è stato Presidente e Trainer didatta per molti anni. I Trainers Internazionali della Scuola sono stati per anni Lenny Hochman, Frank Lackdy e Carol Bandini.

È stato Trainer formatore presso la Escola Superior Enfarmagem Coluste Gulbenkian, di Lisbona, Portogallo, in un Corso di Formazione per tutto il personale medico e paramedico del dipartimento di Psichiatria.

È stato Trainer didatta per la Psicologia dinamica presso la Scuola di specializzazione in Analisi Bioenergetica SIAB, in Milano.

È didatta alla Scuola C.S.C.P.( Centro Scuole Counseling e Psicoterapia) in Firenze.

All’attività didattica ha affiancato quella di conduttore in numerosi workshop di Analisi Bioenergetica, svolti negli anni sia in Italia che all’estero.

È stato coordinatore di Simposi e relatore in numerosi Congressi nazionali e internazionali.

Lavora privatamente nel suo studio di Firenze dal 1985.

Libri, incontri di una vibrazione misteriosa

Perché una lista di libri da consigliare o, perlomeno, da suggerire? Personalmente penso che i libri da leggere sono quelli che “incontri”, quelli che ti “chiamano” con la loro vibrazione misteriosa… quelli che ti guardano dallo scaffale e ti gettano i loro segnali luminosi ai quali non puoi sottrarti… Quando, giovanissimo, “incontrai”  il mio primo libro da un titolo che mi penetrava fin nelle ossa, Estasi e Materia di J.M.G. Le Clézio, non ebbi esitazioni a comprarlo. In effetti fu un libro importante  per la mia successiva formazione, un libro che già nel titolo era portatore di un profondo fascino per la mia mente curiosa e affamata di sprofondare nelle vertigini della mente… Forse, questa lista, vuol adempiere a questa funzione: far volare, diffondere, l’energia emanata da questi titoli; chissà che qualcuno di essi non possa aprire nuovi sentieri a coloro che sapranno ascoltare il loro antico richiamo.

Compi i tuoi atti, non occuparti del loro frutto

  • Bhagavadgita (Il canto del Beato), Milano, Rizzoli, 1987

Una scienza nuova che lega foglie e amore

  • Gregory Bateson, Verso una ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976

Mistici orientali e guru in laboratorio

  • Fritjof Capra, Il tao della fisica, Milano, Adelphi, 1982

Muovendosi nelle zone d’ombre

  • Dalai Lama, Il sonno, il sogno, la morte, Vicenza, Neri Pozza, 2000

Un capisaldo delle relazioni umane

  • Erasmo da Rotterdam, Sulla pace, Milano, Rusconi, 2005

Dalla vita naturale a quella spirituale

  • Johann Gottlieb Fichte, La missione dell’uomo, Bari, Laterza, 1944

L’insegnamento profondo dei filosofi antichi

  • Pierre Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, Torino, Einaudi, 1988

Il lungo cammino del pensiero mistico

  • Aldous Huxley, La filosofia perenne, Milano, Adelphi, 1995

L’impareggiabile lezione del santo più amato

  • I Fioretti di S. Francesco d’Assisi, Firenze, Vallecchi editore, 1926

Un amplesso divino e l’amore di Dio

  • Il Cantico dei Cantici, a cura di Guido Ceronetti, Milano, Adelphi, 1975

Gli angoli nascosti di una psiche “profonda”

  • Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni, Milano, Il Saggiatore, 1965

 

Qui inizia il viaggio dentro all’inconscio

  • Carl Gustav Jung, L’uomo e i suoi simboli, Firenze, Edizioni Casini, 1967

La libertà: uno sguardo intrepido in noi stessi

  • Jiddu Krishnamurti, Libertà dal conosciuto, Roma, Ubaldini editore, 1973

Il magico sollecito delle minuscole cose

  • Jean Marie Le Clèzio, Estasi e materia, Milano, Rizzoli, 1969

 

E finalmente lasciarsi accettare se stessi

  • Alexander Lowen, Arrendersi al corpo, Roma, Casa Editrice Astrolabio- Ubaldini editore, 1994

Se l’uomo riuscirà a fondersi con la natura

  • Raimon Panikkar, Ecosofia: la nuova saggezza, Assisi, Cittadella editrice, 1993

L’uomo che amava ucciso per paura di amare

  • Wilhelm Reich, L’assassinio di Cristo La peste emozionale dell’umanità, Milano, Sugar Editore, 1972

Le grandi linee della spiritualità

  • Teilhard de Chardin, L’ambiente divino, Milano, Il Saggiatore, 1968

Un dialogo possibile tra due veri maestri

  • Thich Nhat Hanh, Il Budda vivente – Il Cristo vivente, Vicenza, Neri Pozza, 1996

Così mi sento vicina al ravanello

  • Peter Tompkins, Christopher Bird, La vita segreta delle piante, Milano, Sugar Edizioni, 1973

Così mi sento vicina al ravanello

vita_Segreta_piantePeter Tompkins, Christopher Bird

La vita segreta delle piante

Milano, Sugar Edizioni, 1973

«Il testo, uscito negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’70, è stato nel corso del tempo in parte contraddetto e smentito, ma ha avuto il pregio di introdurre una domanda fondamentale: cosa sente il mondo delle piante, quel mondo che occupa gran parte del globo, e a conti fatti sembra avere capacità adattative ben superiori alle nostre?

Da allora la sperimentazione in tale senso è andata avanti, dimostrando che le piante sentono, ricordano, si difendono, fanno persino comunità, il tutto senza neuroni, ma sempre attraverso canali chimici ed elettrici, gli stessi che presiedono alla comunicazione delle nostre cellule.

C’è un’evidente resistenza da parte di una certa parte della comunità scientifica ad attribuire alle piante intelligenza, memoria e capacità decisionale, ritenute prerogative di esseri coscienti, cioè in grado di elaborare il senso di quanto accade, come gli animali superiori e in specie l’uomo. Eppure tutti concordano sulla base delle evidenze sperimentali che anche le piante sanno e conoscono, e avendo una struttura modulare, in cui nessun organo è insostituibile, sanno adattarsi meglio.

Un lungo articolo di Michael Pollan pubblicato sul “New Yorker” e tradotto su “Internazionale” ripercorre gli studi sulla sensibilità e capacità di intelligenza e percezione del mondo vegetale a partire dal libro di Tompkins e Bird. Per uno degli scienziati intervistati, Stefano Mancuso, “noi siamo la prima specie in grado di discutere su cos’è l’intelligenza. Ma è la quantità, non la qualità dell’intelligenza che ci distingue. Ci collochiamo in un continuum con le acacie, i ravanelli e i batteri. L’intelligenza è una proprietà della vita.”

Farà piacere ai poeti, agli artisti e a tutti coloro che questa continuità nella materia e nello spirito l’hanno sempre sentita, avere ora la prova della scienza. A me di sicuro conforta, la parentela stretta col ravanello e col ciliegio».

10 aprile 2014

Da alessandrasarchi.it 

Un dialogo possibile tra due veri maestri

buddha_vivente_cristo_viventeThich Nhat Hanh

Il Budda vivente – Il Cristo vivente

Vicenza, Neri Pozza, 1996

Buddha e Cristo, le due figure cruciali nella storia dell’umanità, hanno lasciato un’eredità di insegnamenti e di pratica che ha formato la vita di milioni di persone nel corso di due millenni.

Se oggi si incontrassero, che cosa penserebbe l’uno delle opinioni spirituali e della pratica dell’altro?

Thich Nhat Hanh, molto noto anche al pubblico italiano, è monaco buddhista, maestro di meditazione, poeta e attivista per la pace.

Tutti quelli che l’hanno conosciuto sono rimasti colpiti dal senso di pace che sa diffondere e dalla semplicità del suo insegnamento:

l’arte di vivere con consapevolezza nel momento presente, il solo in cui siamo davvero a contatto con la vita.

In questo libro suggerisce un dialogo tra le due più importanti tradizioni contemplative: in una prosa lucida e meditativa, esplora i concetti fondamentali di compassione e santità nei quali le due tradizioni si incontrano.

«Sull’altare nel mio eremo – dice – ci sono le immagini del Buddha e di Gesù, e io mi rivolgo a entrambi come ai miei antenati spirituali».

Thich Nhat Hanh, nato in Vietnam nel 1926, è monaco zen da più di cinquant’anni. Durante la guerra ha rinunciato all’insegnamento monastico per aiutare attivamente il suo popolo, e da allora ha sempre affiancato alla pratica religiosa, un impegno sociale e politico per la pace. E stato proposto nel 1967, da Martin Luther King, per il premio Nobel per la pace, ed è stato a capo della delegazione buddhista vietnamita durante i negoziati di Parigi che misero fine all’intervento americano in Vietnam. Attualmente vive in una piccola comunità, il Plum Village, nel sud-ovest della Francia, dove insegna, scrive, si occupa di giardinaggio e si adopera in favore dei profughi di tutto il mondo. Viaggia regolarmente in America e in Europa per insegnare e per guidare ritiri sull’arte di “vivere consapevolmente”, e spesso si è recato anche in Italia. Ha pubblicato moltissimi libri in inglese, francese e vietnamita, tra i quali sono già usciti in Italia: Essere pace, Il sole, il mio cuore, Il miracolo della presenza mentale, Trasformarsi e guarire, Vita di Siddhartha il Buddha. La pace è ogni passo, Toccare la pace, Respira. Sei vivo.

da Il faro 

Le grandi linee della spiritualità

ambiente_divinoTeilhard de Chardin

L’ambiente divino

Milano, Il Saggiatore, 1968

Ogni periodo nella storia della Chiesa vede sorgere un nuovo tipo di cristiano/cristiana, una nuova concretizzazione e incarnazione dello spirito evangelico. La spiritualità de L’ambiente divino – che reca come sottotitolo Saggio di vita interiore – ci mostra il cristiano dei tempi nuovi, il cui impegno è di costruire il mondo in Cristo e di contribuire con il suo sforzo e con il suo lavoro alla edificazione del suo Corpo mistico.

Teilhard cerca di tracciare le grandi linee di una spiritualità cristiana, fedele alla sua sorgente originaria, ma tutta orientata verso la parusía, che ogni cristiano attende nella speranza della fede. In questa prospettiva, il lavoro, la scienza, la tecnica, l’arte, la cultura prendono il loro posto in una concezione cristiana della vita.

«Un’opera, in cui prende figura una nuova Imitazione per i secoli a venire», ha scritto il teologo Norbert W. Wildiers, editore delle Opere di Teilhard de Chardin.

La prefazione alla nuova edizione italiana è di Pierre Noir, uno dei più profondi conoscitori dei testi teilhardiani.

da queriniana

L’uomo che amava ucciso per paura di amare

assassinio_cristoWilhelm Reich

L’assassinio di Cristo. La peste emozionale dell’umanità

Milano, Sugar Editore, 1972

«Tutte le religioni – afferma Wilhelm Reich – si sono rivelate sempre strumenti di oppressione e di miseria». La rappresentazione della figura di Cristo non significa, quindi, un recupero della religione cattolica, ma semplicemente una reintegrazione della realtà di questi in una visione materialista e sensuale della vita. Cristo considerato dal punto di vista di Reich ci appare come un uomo giovane, forte, che non predica castità o ascetismo, ma che dispensa parole d’amore, non quello sancito e codificato dalle istituzioni, ma l’amore naturale, libero. Egli diventa, quindi, il simbolo, l’incarnazione esemplare della sensualità, l’espressione più completa del carattere genitale. Se queste caratteristiche ne spiegano, da un lato, la luminosità e il fascino che esercitava sulla folla, d’altro canto risultano ugualmente essere le cause determinanti del suo tragico destino. Riprendendo le tesi già sviluppate nelle opere precedenti, Psicologia di massa del fascismo, La rivoluzione sessuale e soprattutto in Analisi del carattere, Wilhelm Reich dimostra fino a qual punto per l’uomo corazzato, afflitto da peste emozionale, ogni manifestazione di potenza orgastica sia talmente insopportabile da indurlo ad annientare la Vita in qualsiasi forma essa si manifesti. Ogni uomo è posto quindi di fronte alla piena responsabilità dell’assassinio del Cristo attraverso i secoli, dell’assassinio della Vita vivente. Per Reich, che dedica il suo libro “ai bambini del futuro”, in ogni bambino represso, disciplinato, “educato” si ripete l’assassinio di Cristo. La lezione dell’assassinio di Cristo è applicata alla scena sociale contemporanea: l’assassino di Cristo non è solo il leader, il capo o il rappresentante politico, ma soprattutto l’uomo della massa, al quale Reich riconosce la maggiore responsabilità politica.

Da redattoresociale

Se l’uomo riuscirà a fondersi con la natura

ecosofiaRaimon Panikkar

Ecosofia: la nuova saggezza

Assisi, Cittadella editrice, 1993

L’ecologia ha evidenziato le questioni ambientali della nostra epoca, ha aiutato a prendere coscienza dei limiti del pianeta terra e delle conseguenze del processo di industrializzazione. Ma essa  ha un grande limite: tende a ridursi a un approccio tecnico ai problemi ambientali senza risalire alle cause ultime che li determinano. Rischia quindi di non ricercare i presupposti culturali e filosofici che stanno all’origine della questione ambientale. Solo avviando una riflessione sui motivi che, per esempio, ci portano a spostarci così tanto con le automobili anziché, sulle soluzioni tecniche che permettano di ridurre l’emissione di anidride carbonica in atmosfera, è possibile individuare le cause ultime dell’inquinamento e mettere in discussione i presupposti culturali e filosofici dell’oggi.

Se l’ecologia si riduce a soluzioni tecniche da adottare, non è in grado di generare quei cambiamenti profondi capaci di determinare un reale mutamento di mentalità, che è poi il solo capace di risolvere alla radice le questioni ambientali. All’ecologia manca la capacità di mettere in discussione l’odierna visione del mondo e dell’uomo che poi produce gli squilibri con la natura.

L’ecosofia di Panikkar, che per l’autore ha il senso di saggezza della terra, esprime ciò che può permettere quel radicale mutamento culturale di cui c’è bisogno per generare un futuro nuovo per gli esseri umani e per il pianeta. Mentre l’ecologia tende a non mutare la sua visione della natura come «oggetto», l’ecosofia la fa diventare un «soggetto». Dunque anziché elaborare una visione umana della natura, lasciare che sia la natura a rivelarsi. Così l’uomo non è più il padrone dell’ambiente, ma è chiamato a entrare in comunione con la natura perché essa sveli il proprio senso.

Relazionarsi con la natura come ad un «soggetto amico» non significa ritornare a vivere come nell’età della pietra né un ritorno sentimentale ad essa, ma riprendere coscienza della nostra relazione sacramentale con quanto ci circonda.

Dunque far pace con la terra. Il cambiamento culturale, capace di rimuovere le cause ultime dell’ecocidio, deve portare a considerare la terra come nostro corpo e il corpo come nostro Sé: “nostro”, precisa Panikkar, non da intendersi come proprietà privata e individuale. Si tratta invece di sconfiggere il nostro peggior nemico che è l’individualismo.

La Parola, come dicono le scritture sacre, non appartiene solo a un individuo, ma egli ne è compartecipe assieme a tutti gli altri uomini e a tutte le realtà create. «Il problema ecologico – conclude dunque Panikkar – è strettamente teologico e viceversa».

Luigi Arnaboldi

Da interculture

E finalmente lasciarsi accettare se stessi

arrendersi_al_corpoAlexander Lowen

Arrendersi al corpo

Roma, Casa Editrice Astrolabio- Ubaldini editore, 1994

Brano da Arrendersi al corpo di Alexander Lowen:

«L’idea della resa è impopolare per l’individuo moderno, il cui orientamento si basa sull’idea che la vita sia una lotta, un combattimento, o quanto meno una contesa. Molte persone considerano la vita un’attività che tende a un qualche conseguimento, a un qualche successo. L’identità personale spesso è più legata all’attività della persona che al suo essere. […]

Senza una resa dell’Io narcisistico non è possibile abbandonarsi all’amore. Senza tale abbandono, la gioia è impossibile. Resa non significa […] sacrificio dell’Io. Significa invece che l’Io riconosce il proprio ruolo subordinato al sé, la propria funzione di organo di coscienza e non di padrone del corpo. […]

La parte oscura, la parte inconscia del nostro corpo è quella che fa fluire la nostra vita. Noi non viviamo in virtù della nostra volontà: la volontà è impotente a regolare o coordinare i complessi processi biochimici e biofisici del corpo, è impotente a influire sul metabolismo del corpo, da cui dipende la nostra vita. E questo è un concetto molto rassicurante perché, se fosse vero il contrario, la vita si spezzerebbe al primo fallimento della volontà.

[…]

Le illusioni sono difese dell’Io contro la realtà […]. La salute emotiva è la capacità di accettare la realtà e di non sottrarsi a essa. La nostra realtà di base è il nostro corpo. […] Ogni parte del corpo contribuisce al nostro senso del sé, se siamo in contatto con essa. E possiamo avere questo contatto solo se è viva e mobile. Quando ogni parte del corpo è carica e vibrante, ci sentiamo vivi in modo vibrante e felici. Ma perché ciò accada dobbiamo arrenderci al corpo e ai suoi sentimenti.

Questa resa significa lasciare che il corpo diventi pienamente vivo e libero. Significa non tradirlo e non controllarlo. Il corpo non è una macchina che noi dobbiamo avviare o fermare. Possiede una sua mente e sa cosa deve fare. In realtà, ciò a cui rinunciamo è l’illusione del potere della mente.

[…] Fare è l’opposto di arrendersi. Fare è una funzione dell’Io, mentre arrendersi al corpo esige un abbandono dell’Io. […]

Naturalmente, quando il sentire è assente o ridotto, si cerca un significato alla vita oltre il sé».

«Il sentire vero svuota la vita di una sua presunta direzionalità, di un suo presunto senso. Si esce dalla banale retorica di frasi patetiche quali dare un senso alla vita, cercare un posto nel mondo, avere uno scopo. Per non parlare di quella bestemmia somma costituita dalla parola ambizione.

Invece: resa, abbandono. E farsi fluire, lasciarsi andare. Lasciarsi andare: non più io vado, ma sono lasciato andare, sono portato, sono condotto. Sono fluito. Ovvero: sono arreso al mio corpo, da lui accudito. Più mi arrendo e più sento la sua potenza, la sua forza, la sua inderogabile verità. La verità del corpo, la verità della natura, la verità della materia, la verità della terra, la verità del sentire.

Non più il soggetto che produce l’azione, ma l’azione che si impone in un soggetto volatilizzato nella sua esposizione al reale, alla potenza della datità dell’istante presente. Come un ubriaco per strada, ma che sente nel suo inciampo il senso del mondo».

da lameditazionecomevia.it