Articoli per il mese di febbraio 2016

Sull’amicizia

Intervista a Gilberto Briani di Eleonora della Ratta pubblicata su Benessere di “Famiglia Cristiana” nel settembre 2013

Da bambini o ragazzi si è amici per la pelle, si fa tutto insieme e ci si confida. Poi da adulti i rapporti spesso diventano più formali e di circostanza. Come concepisce un adulto il concetto di amicizia?

“Amici per la pelle”. È significativo lei usi la parola “pelle” nella sua domanda. In ogni relazione la pelle è il vero termometro delle nostre potenzialità, la membrana che ci delimita, ma, anche, la parte più estesamente esposta al contatto con l’altro da noi. La sua attività sensoriale è impressionante, attraverso di essa ciascuno di noi percepisce e misura il contatto con l’esterno. Quando due persone si danno la mano, già si scambiano una massa d’informazioni immediatamente utilizzabili da entrambi per definire, da ogni punto di vista, la validità dell’incontro. L’intensità energetica trasmessa, la plasticità o la durezza, la morbidezza o la ruvidezza, il sudore o la secchezza, il flusso energetico emanato e molti altri parametri servono a dare immediatamente una risposta emotiva all’incontro con l’altro.

Il detto “amici per la pelle” immagino derivi proprio dall’antichissima constatazione che per esserci “amicizia” debba prima esserci, fra due persone, reale sintonia emotiva e fisica: proprio nel senso di corporeità, compresa quella componente elettrica che il corpo emana.

Sì il corpo è un altra storia

Sì il corpo è un altra storia. Ha ragione Antonella Blanco. In virtù del suo stimolante articolo vorrei aggiungere alcuna piccole notazioni.

La prima è che Alexander Lowen negli ultimi anni della sua vita mi confidò che, secondo lui, l’uomo aveva e temeva un solo e grande nemico: il piacere. E non si capacitava di come l’uomo potesse vedere in questo basilare fattore di crescita evolutiva, il suo principale nemico.

Sempre secondo il suo pensiero, il cambiamento evolutivo del genere umano sarebbe avvenuto solo dopo che l’uomo fosse stato capace di ribaltare questa prospettiva, accettando pienamente il principio del piacere, nel suo significato più ampio.

Infatti, la pratica analitica bioenergetica sviluppata da Lowen stesso, mira a restaurare nell’individuo un sano equilibrio fra le sensazioni dolorose che normalmente sovrastano l’individuo e quelle piacevoli che rappresentano momenti abbastanza fuggevoli del vivere quotidiano. Ai fini di queste brevi note, è interessante perciò notare come nella pratica terapeutica si assista al fenomeno del paziente che abbandoni la terapia, non per le scuse che normalmente adduce, quanto perché impaurito di lasciare lo schema di una vita, nel migliore dei casi, piacevolmente dolorosa: il “nuovo” che avanza come possibilità concreta durante la terapia, diventa il “demone” che impaurisce e impedisce all’individuo quel cambiamento verso una dimensione di libertà e creatività che, inconsciamente, aveva sempre desiderato. E’ infatti da sottolineare come la libertà e la  creatività sono due categorie esistenziali che concorrono a formare la base del principio del piacere.

Ho scelto volutamente il vocabolo “demone” in quanto il principio del piacere è sempre stato, appunto, “demonizzato” da millenni da tutte le elite politiche e religiose che hanno basato il loro potere sull’asservimento dell’uomo, in quanto strumento di libertà e creatività evidentemente molto pericoloso per la loro stabilità. Spostando il significato del piacere verso quello di licenziosità e degenerazione hanno distrutto consapevolmente l’aspetto evolutivo insito nella struttura stessa del piacere, hanno sbiadito la gioia di vivere e hanno fatto del dolore e della sofferenza una fonte di riscatto etico e morale. Così l’uomo paga da sempre un grandissimo contributo di sanguinosa involuzione, seguitando a creare un mondo dove l’amore, come strumento di relazione, è relegato alla misericordia di Dio e non alla buona volontà degli esseri umani.

Commento pubblicato il 6 maggio 2013

all’articolo di Antonella Blanco comparso nel blog www.danielepugliese.it

con il titolo Del piacere e altri demoni* il 29 aprile 2013.

Leggi tutto

Il corpo negato

Nel dizionario di psicologia del Galimberti il corpo è definito genericamente come “lo sfondo di tutti gli eventi psichici”.

Dunque un “luogo”, anzitutto. Forse questa definizione vuole suggerire l’idea di un corpo come un palcoscenico sul quale le dinamiche psichiche avvengono e si manifestano.

Ci sembra che questa definizione dia una immagine statica del nostro corpo e, forse, anche portatrice di una dicotomia fra il luogo e l’evento.

È come dire che da un lato c’è un luogo che è il corpo materiale e dall’altro ci sono gli eventi psichici. Due processi separati se pur finalizzati alla stessa rappresentazione.

Certo non è più la vecchia concezione materialista dove il corpo era considerato come una macchina provvista di motore, freni, pompe e tubi di scarico etc., e perciò completamente scisso dalle sue componenti psichiche: concezione che già Biswanger nel 1946 considerava come il “cancro di ogni psicologia”.

Leggi tutto

Processi energetici e malattia

Ogni fenomeno vivente è per definizione un fenomeno bioenergetico. I processi energetici sono antichi come la vita e la loro apparizione la possiamo far risalire alle prime manifestazioni cellulari.

Al fine di una comprensione dei processi energetici dell’uomo, mi sembra necessario ripercorrere brevemente alcuni aspetti della storia dell’evoluzione ed in particolare quello che ha portato alla comparsa del mondo delle emozioni sulla scena del cosmo.

La storia dell’evoluzione ci insegna come già le prime cellule di miliardi di anni fa già avevano sviluppato un meccanismo fondamentale di sopravvivenza con il quale motivavano un approccio verso le sostanze nutritive ed evitavano le sostanze tossiche! Questo meccanismo fondamentale sta ancor oggi alla base dell’organizzazione del nostro sistema vitale che, l’evoluzione, ha reso sempre più sofisticato, permettendo il consolidarsi ed il moltiplicarsi di schemi e comportamenti sempre più vantaggiosi per l’adattamento e la sopravvivenza della specie.